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Stefano Trinchera

Meglio una cruda verità o una dolce bugia ?

Si può fare un processo mediatico tra i tifosi sui social per una frase, anzi due parole, dette all’interno di un pensiero che alla fine, a frase compiuta, comunque voleva dire tutt’altra cosa ?

Siamo figli di Telesio” recitava una nota canzone degli ultrà e come tali ci sentiamo tutti orgogliosi di appartenere e difendere a spada tratta le nostre origini bruzie !

Le parole rilasciate ieri dal direttore sportivo  Stefano Trinchera del Cosenza, non hanno ferito l’orgoglio bruzio, ma rafforzato! analizzando la frase incriminata e il pensiero in tutta la sua interezza, si capisce benissimo che le difficoltà iniziali per convincere i calciatori a giocare in riva al Crati, alla fine, sono pari se non maggiori, alla loro voglia di non voler andare via dalla nostra città una volta che hanno toccato con mano l’accoglienza e il calore umano della nostra gente.

Stefano Trinchera
Stefano Trinchera

Il film campione d’incassi BENVENUTI AL SUD a mio avviso descrive alla perfezione  il pensiero che ha voluto intendere il responsabile dell’area tecnica silana, narrando una “verità assoluta” radicata da secoli nella nostra società.

Alcuni calciatori forti che giocano in grosse squadre del Nord, così come gli attori protagonisti del noto film, quando sentono il nome di Cosenza e in generale di qualche bella città del Sud, sono restii ad accettare la destinazione, salvo poi quando decidono di venire, di legarsi in maniera viscerale e non voler andare più via, poichè a Cosenza cosi come a Castellabate, trovano tutta la passione e l’affetto della gente che rendono le città del Sud uniche nel suo genere.

Sul motivo del mancato arrivo a Cosenza di determinati calciatori, se il nostro direttore sportivo  fosse stato più scaltro o semplicemente più accomodante , per accontentare la piazza e la platea di giornalisti, avrebbe potuto certamente usare altre parole, ma da persona onesta, ha preferito parlare con franchezza, dicendo alla città una cruda verità piuttosto che una dolce bugia.

Chi racconta “verità scomode” è sempre preso di mira da qualcuno, ma non è sicuramente colpa del ds Stefano Trinchera se la scorsa stagione la città di Cosenza è balzata  alle cronache nazionali per la mancata disputa della partita contro il Verona.

I problemi legati al terreno di gioco del “Marulla” e alla carenza di strutture per far allenare come si deve la squadra non sono certo un’ invenzione mediatica ma una triste realtà che con il tempo il presidente Guarascio sta cercando di rimediare.

Cosenza è ritornata in serie B dopo 15 lunghissimi anni di attesa, di dilettantismo e di anonimato calcistico. L’appeal della nostra piazza al momento non può essere certo ai massimi livelli e non può competere con altre realtà che spendono almeno il quadruplo rispetto alla nostra, chi afferma o dice il contrario, mente sapendo benissimo di mentire.

Nel calcio fortunatamente non vince sempre chi spende di più e anche se Cosenza è destinata da un punto di vista economico a restare inferiore a molte città del nord, come cultura, tifo e passione la nostra piazza non è certamente inferiore a nessun’altra !

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