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Meluso, non aver paura

Da Lecce lanciano l’allarme di presunte minacce giunte all’ex DS del Cosenza Mauro Meluso.

E’ il calcio, con il suo gioco delle parti, con i suoi cambiamenti repentini d’opinione. Un giorno sei angelo, il giorno dopo sei diavolo; un giorno sei un idolo, il giorno dopo sei un Giuda traditore. Ne sa qualcosa uno come Zlatan Ibrahimovic, passato continuamente da una squadra all’altra, per la gioia del suo procuratore Raiola, che ha costruito una fortuna sui faraoinici trasferimenti del suo assistito. Andando un pò più a ritroso negli anni spicca il caso Luis Figo, trasferitosi in un batter d’occhio dal Barcellona agli acerrimi rivali del Real Madrid, e accolto in maniera macabra al suo ritorno al Camp Nou, con una testa di maiale lanciata in campo. E ancora un grande allenatore come Fabio Capello, campione d’Italia con la Roma e subito dopo sulla panchina dell’odiata Juventus. Guardando in casa nostra fece scalpore la storia del mitico tecnico Gianni Di Marzio, che prima riportò il Cosenza in Serie B e poi decise di approdare in terra catanzarese, dove peraltro era già transitato a metà anni ’70.

Gianni Di Marzio, allenatore del Cosenza nella stagione 1987/1988
Gianni Di Marzio, allenatore del Cosenza nella stagione 1987/1988

Questa mossa infelice gli garantì un coro della tifoseria rossoblu, che sarcasticamente gli augurava un rapido passaggio nell’al di là. La signorilità e la professionalità dell’allora mister Di Marzio fu poi alla base del perdono ricevuto da tutto il popolo cosentino, tant’è che oggi, a distanza di tanti anni, viene ricordato con affetto e stima incondizionata. Di fronte a tanti ricordi stridono oggi i segnali d’allarme lanciati da Lecce in merito a qualche offesa, seppur pesante in alcuni casi, riservata a Mauro Meluso. Chi mastica di calcio e lo vive quasi 24 ore su 24 sa bene che i “vaffa” in casi come questo sono all’ordine del giorno, e raramente hanno leso l’incolumità personale dei singoli protagonisti chiamati in causa. Chi si aspettava lodi e incoraggiamenti nei confronti dell’attuale DS del Lecce probabilmente vive su Marte. C’è da ricordare il comportamento non del tutto professionale dell’imputato in questione. Non bisogna avere memoria corta, Meluso ha inizialmente sposato un progetto basato sul rinnovo del contratto con il Cosenza, mettendosi da subito all’opera nella costruzione della nuova rosa. Pochi giorni dopo qualcosa si è rotto nell’apparente idillio col presidente Guarascio.

In un nonnulla Meluso è apparso al “Via Del Mare”, con la sciarpa del Lecce in mano ad enfatizzare col giusto entusiasmo la sua nuova avventura professionale. A dirla tutta ci sarebbe da reclamare qualcosa anche a livello legale, visto che il contratto che lo legava al Cosenza è scaduto solo pochi giorni fa e Meluso già da settimane opera a pieno titolo per il mercato della società salentina. Che dire poi della razzia fatta in casa Cosenza. I vari Arrigoni, Fiordilino e prossimamente anche Ciancio vestiranno a breve la casacca giallorossa. Non che ci sia niente di male, per carità, il calciomercato è fatto anche di questo, ma nemmeno un tecnico navigato come Mourinho ha un numero simile di fedelissimi che lo seguono da una società all’altra. Esiste un mondo di giocatori al di fuori degli ex Cosenza. Di fronte alla delusione comprensibile di tutta la tifoseria cosentina e alla pericolosità della notizia degli ingiuri che ha scosso l’ambiente in casa Lecce, è consigliabile d’ora in poi adottare il comportamento che meglio si addice in questi casi. Cosenza, nei confronti di Meluso, è molto meglio l’indifferenza.

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