Fresco di riconferma, il sindaco di centrodestra torna ad esprimere le sue perplessità sulla nuova linea Cosenza-Rende
Era stata argomento caldo, anzi caldissimo in campagna elettorale con schieramenti polarizzati su versanti opposti. Ora, ad urne chiuse, quando almeno a Cosenza i giochi sono fatti ormai da un paio di settimane, la metro leggera torna ad essere oggetto di contesa tra gli schieramenti.
In particolare, è il sindaco Mario Occhiuto a dire la sua e a evidenziare sulla metrotranvia Coseza-Rende quella che ha voluto definire una “forzatura”. Lo ha fatto con una dichiarazione rilasciata all’Agi, dove specifica: “Lo capiscono tutti che è impensabile che si possa costruire un’opera così importante in un comune, senza l’accordo preventivo con il Comune – dice Occhiuto – questo è un fatto imprescindibile e insuperabile. La Regione dovrebbe fare attività di programmazione delle risorse – sottolinea il sindaco di Cosenza – e questa forzatura spiega forse perché a febbraio il sindaco è stato sfiduciato, visto che c’è stata un’accelerazione in questo periodo e le procedure non sono affatto chiare”.
Ma il no alla metro leggera di Cosenza unisce, tra l’altro, due nomi insospettabili e che, all’apparenza, non potrebbero essere più lontani: si tratta di Mario Occhiuto, appunto, e di Valerio Formisani.
Anche Cosenza in Comune, infatti, si oppone alla realizzazione della metrotranvia. A parlare a nome dei cittadini, secondo Formisani, ci sarebbe il risultato elettorale che ha pesantemente penalizzato il Pd, cioè uno dei principali artefici e sostenitori del progetto.
“Sono state pesantemente sconfitte – sostiene Cosenza in Comune – le principali forze politiche, il Pd e il Pse, che in campagna elettorale si erano espresse in favore della costruzione della cosiddetta metropolitana leggera. A seguito di ciò, era lecito aspettarsi se non un ripensamento, quantomeno una pausa di riflessione da parte della Regione Calabria anche in considerazione dei tanti dubbi suscitati dalla presentazione ufficiale del progetto, in relazione soprattutto alla sostenibilità funzionale (l’utenza giornaliera stimata nello studio di fattibilità è di 38.000 – 48.000 passeggeri) e finanziaria di questa grande opera. È accaduto invece esattamente il contrario”.
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