A margine della partita annullata tra Cosenza ed Hellas Verona, che ha destato non poche polemiche, il presidente della compagine scaligera ha inteso rilasciare alcune dichiarazioni.
Il suo primo pensiero è per gli aficionados gialloblù che si sono messi in viaggio per seguire la squadra. «Mi dispiace soprattutto per gli 88 tifosi del Verona che hanno affrontato un viaggio durissimo per essere qui, facendo sacrifici, e ora si vedono costretti a tornare indietro».
E’ amareggiato Setti per l’evoluzione della vicenda, che evidenzia ancora una volta le crepe del sistema calcio oggi in Italia: «La cosa più grave è la sconfitta di questo calcio approssimativo, ho parlato con il presidente del Cosenza, fino a questa mattina (sabato ndr.) gli ho fatto presente che eravamo disponibili al rinvio ma a questo punto la decisione non spetta più a noi, ci rimettiamo alla decisione dell’arbitro».
Nella giornata di domani è atteso il comunicato del giudice sportivo, che in base al referto rilasciato dell’arbitro Piscopo di Imperia, su cui vige ovviamente il più stretto riserbo, svelerà se la partita verrà recuperata o sarà attribuita una sconfitta a tavolino al Cosenza: «Le partite siamo abituati a giocarcele, chiaramente ora faremo valere i nostri diritti in tutte le sedi competenti, anche in termini di risarcimento perché abbiamo subito dei danni che sarebbe stato semplice evitare».
Il numero uno dell’Hellas non contesta affatto la decisione del direttore di gara e tira in ballo l’incolumità dei calciatori che avrebbero dovuto calcare il terreno di gioco: «Il rischio di infortuni era altrettanto serio, la decisione presa mi sembra quella più giusta. Noi già in settimana abbiamo notificato agli enti preposti che non c’erano le condizioni per giocare».
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