E’ stato oggetto dell’ennesima minaccia ed intimidazione, Mimmo Nasone, coordinatore regionale di Libera Calabria
A raggiungerlo, una lettera minatoria che reca parole pesanti e minacce di morte.

“Porco, ti scrivo per avvertirti che fai la fine del capretto a Pasqua, se ancora respiro è perché lo vogliamo noi”.
Una lettera di tre pagine, scritta a mano, in dialetto, su fogli a quadretti che sembrano staccati da un block notes. Una lettera indirizzata a Mimmo Nasone e a i volontari dell’associazione di Don Ciotti, che è stata fatta recapitare nei giorni scorsi al sindaco di Palizzi, Walter Scerbo,che ha provveduto subito a denunciarne il contenuto al Carabinieri.
Minacce anonime ma che sembrerebbero legate ad episodi precisi. Nella stessa lettera si annunciano atti inquietanti: “vi scioglieremo nell’acido, a te Nasone e a tutti i porci senza ritegno di Libera, dovrete saltare in aria tutti”.
Gli inquirenti collegano queste minacce presumibilmente ad una battaglia di legalità e solidarietà che Libera – l’associazione di cui Nasone è coordinatore regionale – sta conducendo nell’area del basso Jonio reggino e specificatamente a Palizzi Marina.
Mimmo Nasone infatti, lo scorso dicembre, è stato insignito del titolo di cittadino onorario di Palizzi, e sempre nella stesse zone, ha sede una cooperativa agricola, “Terre Grecaniche”, che aderisce proprio al progetto di Libera. Una coop, sostenuta dal coordinamento regionale di Libera, che mettendo a dimora alcuni terreni delle colline di Palizzi ha iniziato a produrre un vino che si è ritagliato una nicchia di mercato interessante, anche dal punto di vista economico. Al punto che i soci della cooperativa nei mesi scorsi, avevano deciso di acquistare altri 15 ettari di terreno incrementare la produzione.
Tale idea evidentemente, non è piaciuta a qualcuno, tanto che già ad inizio anno, la cooperativa ha subìto alcuni danneggiamenti e furti in stile mafioso. Quelli erano presumibilmente degli avvertimenti.
A fine gennaio, Mimmo Nasone e Libera, avevano organizzato un’iniziativa pubblica di solidarietà nei confronti dei soci della suddetta cooperativa, a cui è stato garantito il sostegno di Libera.
Secondo gli inquirenti, dunque, la lettera altro non è che la risposta scritta dei clan locali. Un avvertimento chiaro, quello: “e d’ora in poi, quando salite sulle vostre belle macchine, fatevi il segno della croce, porci.”
Segnali evidenti, che non saranno sottovalutati, così come sottolineano fonti investigative e sui quali gli inquirenti sono già al lavoro da alcuni giorni. Infatti su disposizione della Prefettura, è stato già da giorni, potenziato il sistema di sicurezza delle forze di polizia attorno a Nasone, che – già in passato – aveva ricevuto una serie di minacce.
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