Per me solo una cosa ha sempre reso sopportabile la fine dell’estate: l’inizio del campionato di calcio.
Sono tante ogni volta le aspettative che ha un tifoso che, come me, ama la sua squadra incondizionatamente. Il mio sogno da quando il Cosenza è tornato in serie B ? Facile : Arrivare dove mai siamo stati: la serie A!
Chissà quante sono le persone, i tifosi del Cosenza o in generale i cosentini che penseranno la stessa cosa! Anche quest’anno è stato così. Aspettative, sogni, entusiasmo! Ma ahimè, qualcosa è non andata per il verso giusto. Un mercato confusionario conclusosi tardissimo, giocatori arrivati in condizioni non ottimali, errori tecnici ..tutto questo ha mostrato fin da subito quello che sarebbe stato quest’anno il nostro cammino: una salita piena di difficoltà e insidie durante le quali una nostra fedele alleata, la dea bendata, ha decido purtroppo di abbandonarci.
E così da inizio campionato ci siamo presi quel posticino quasi in fondo alla classifica che non abbiamo più lasciato. Perché? Ora, dopo l’ennesima partita senza grinta a Venezia, senza una vera identità, so darmi la risposta: non ci sono le motivazioni!
Certo la tecnica è fondamentale per un atleta che vuole realizzarsi nello Sport, e molte volte abbiamo visto anche se in modo discontinuo qualità, ma quello che ti manca mio amato Cosenza è il cuore. Un Cuore, e anche molto grande, c’è ed è quello dei tifosi e mai come oggi possiamo dire che il 12esimo uomo in campo ha un ruolo fondamentale.
Con quello avremmo vinto Lo scudetto! Ma quello da solo non basta, serve il cuore nelle gambe!.
Cosenza mio vuoi salvarti ? Scendi in campo con il cuore, metti l’anima dove non puoi mettere la tecnica, onora con il tuo sudore quei colori che raccontano 106 anni di lacrime e felicità. Il tempo è poco ma noi crediamo nei miracoli, diciamo che abbiamo abbandonato ogni speranza ma mentiamo, nel nostro profondo pensiamo che c’è ancora tempo, che ce l’ha possiamo fare.
Mio amato Cosenza scendi in campo e da adesso in poi vinci per noi. Questa può essere la tua ultima chiamata!
di Valetina Mitidieri
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