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Facce Da Città 58esima puntata con Monica Florio, ideatrice pane storto - CosenzaPost

Monica Florio si racconta a Facce da Città: la ricetta non convenzionale del successo

Nell’ultimo appuntamento con Facce da Città scopriamo l’avventura culinaria di Monica Florio tra il prestigioso riconoscimento del Golosario e i segreti del neuromarketing

“Dicono che noi donne siamo un po’ storte. Semplicemente siamo creative e possiamo inventare qualcosa di storto”. È con questa acuta riflessione che la conduttrice Mariarosaria Rizzuti apre la 58ª puntata di Facce da Città, la rubrica firmata Cosenza Post. Una provocazione che introduce perfettamente la storia dell’ospite della puntata: Monica Florio, la mente e il cuore dietro al successo del “Pane Storto”, un’eccellenza culinaria non convenzionale nata tra i vicoli storici di Cosenza,.

Davanti alle telecamere e affiancata nel corso dell’intervista dal co-conduttore Marcello, Monica ha ripercorso le tappe di una scommessa gastronomica che sta facendo parlare di sé a livello nazionale.

Dalla ricetta di Natale al prestigioso Golosario

L’idea ha radici intime e familiari, nate quasi per gioco la sera di un 24 dicembre di diversi anni fa. Ispirata da un formaggio francese da fare al forno, Monica cercava un pane alternativo, ricco di profumi e ingredienti ricercati come nocciole e mandorle, che fosse ideale per romperne la crosta croccante. All’epoca ad aiutarla nell’esperimento c’era sua figlia, che aveva solo 8 anni. Quando amici e ospiti hanno iniziato a dirle che quel pane “creava dipendenza”, Monica ha capito che quella formula magica andava condivisa.

Nato come microimpresa domestica, il progetto è cresciuto fino alla nascita di “Panestorto Lab” nel centro storico. Un’intuizione premiata nel 2022 dal critico Paolo Massobrio, che ha inserito la realtà cosentina nella prestigiosa guida Il Golosario tra le migliori 13 panetterie innovative d’Italia.

Un menù non convenzionale: dagli “stortini” alla scarpetta

Oggi Panestorto Lab si è evoluto in un ristorante fuori dagli schemi, dove Monica esprime la sua profonda attitudine all’accoglienza,. Oltre al celebre pane – caratterizzato da un impasto diretto, volutamente poco alveolato per garantire una maggiore durevolezza nel tempo – la produzione offre altre specialità dai nomi caratteristici: gli “stortini” e i “pirrupi”, sfiziosi biscotti salati ricchi di formaggio, burro e farina di mandorle ideati per accompagnare le bollicine. E per chi siede alla sua tavola, la scarpetta nel piatto forte – la zuppa di salsiccia – è un rito praticamente d’obbligo.

Eroi del Centro Storico e paladini del turismo lento

Scegliere di investire e lavorare nella parte antica di Cosenza è un atto d’amore. Monica definisce “eroi” coloro che scelgono di rimanere legati a questo luogo magico e pieno di sfide. L’obiettivo condiviso è restituire il centro storico sia ai cosentini sia ai turisti, promuovendo un modello di “turismo lento”. Contro la frenesia del turismo “mordi e fuggi”, Monica propone esperienze da assaporare con calma, come i suoi laboratori di pasta fresca dedicati ai turisti stranieri (soprattutto americani), che lasciano un ricordo così intenso da superare le distanze e il tempo.

A completare questa storia di successo c’è una solida sinergia familiare e generazionale. La figlia di Monica, oggi ventiduenne studentessa di psicologia, supporta attivamente la madre curando con precisione la comunicazione visiva e la strategia di neuromarketing sui social, dimostrando che da un’idea “storta” e creativa può nascere una splendida linea dritta verso il futuro.

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