Ha deciso di restare a Cosenza, Mons. Nunnari, nella città dove per 10 anni è stato Arcivescovo e dove nelle ultime ore ha ricevuto la cittadinanza onoraria
Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano, Mons. Nunnari ha dovuto lasciare la guida della Diocesi cosentina, per raggiunti limiti di età, lasciando il ruolo religioso a Mons. Francesco Nolè.

E così in quel bagno di folla che lo ha accolto ieri, presso il Duomo di Cosenza, gridandogli di “restare”, lui ha risposto con commozione che “aveva pensato di tornare a Reggio, ma poiché il popolo cosentino l’ha accolto nel proprio cuore, e vista l’insistenza sincera, ha deciso di fermarsi a Cosenza, in seminario”.
Prima del suo discorso, Mons. Nunnari ha ricevuto dal sindaco Occhiuto la tradizionale pergamena con la motivazione della Cittadinanza Onoraria: “per non aver fatto mai venir meno il suo sostegno morale, spirituale e sociale di Pastore e di Educatore, richiamando costantemente la società calabrese al perseguimento di valori etici alti nel raggiungimento del bene comune e per essersi reso promotore ed interprete straordinario della valorizzazione e della promozione della dignità umana, nel corso della sua lunga attività pastorale”. In cambio il vescovo, ha donato al Sindaco e all’Amministrazione Comunale un’icona di argenteria russa del XV-XVII secolo.
Parlando in pubblico Mons. Nunnari ha ringraziato il Sindaco Occhiuto, e tutta la giunta e ha sottolineato di “aver imparato tante cose a Cosenza, ritrovando in questa piccola società, innumerevoli ricchezze”.
Anche un accenno di amarezza nelle parole del Vescovo, mentre ripercorre la questione dei Rom, che lui ribadisce essere “come fratelli”, e spiega come la democrazia sia possibile solo con il dialogo ed il confronto.
Nel suo intervento il Sindaco Mario Occhiuto ha subito esordito affermando che “oggi è anche uno di quei giorni in cui si rinsalda e ribadisce il legame di vicinanza rispettosa, cordiale e collaborativa che unisce la Chiesa cosentina alle istituzioni della Città e alle varie espressioni della vita sociale di tutto il territorio della nostra Diocesi.
“Siamo onorati, ed anche emozionati – ha aggiunto Occhiuto – di avere nostro ospite un uomo di fede che ha lottato contro le ingiustizie. Il conferimento della cittadinanza onoraria è un omaggio dovuto per l’esempio di stile di vita semplice ed attento agli altri, per la solidarietà e la sua passione per l’umanità. Ed e’ anche un modo per legare il nome di Mons. Nunnari alla nostra città per sempre”.
Un ulteriore passaggio del suo intervento il Sindaco Occhiuto lo ha poi dedicato alla lettera pastorale di Mons. Nunnari ai giovani e alle donne, dove con chiarezza e fermezza condanna la violenza e gli abusi: “Penso alle tante giovani attirate dall’estero con una promessa di lavoro e poi diventare schiave di aguzzini senza pietà e senza coscienza, penso alle donne di ogni latitudine e di ogni Paese, vittime di pregiudizi e della brutalità degli uomini. Ciascuno di noi deve sempre difendere la dignità umana e dobbiamo imparare a custodire e amare il corpo che è dono e tempio di Dio”.
Occhiuto ha poi sottolineato come la cittadinanza non è una mera questione anagrafica o residenziale, ma espressione di impegno civile, di sentimenti di condivisione, di volontà e di crescita della collettività. Per tutte queste ragioni, ha poi detto – rivolgendosi a Mons. Nunnari – quanto Cosenza sia onorata di annoverarlo tra i suoi cittadini.
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