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Morning glory

In un’atmosfera molto british il Cosenza annichilisce l’Akragas ottenendo il riscatto e rimettendosi in carreggiata.

Gli eroici sostenitori rossoblu (photo Zuppardo)
Gli eroici sostenitori rossoblu (photo Zuppardo)

IL GIORNO DOPO La gioia del mattino seguente ad una partita finita nel migliore dei modi. La gloria che ne consegue dopo una vittoria scacciacrisi. Novanta minuti da dentro o fuori vissuti in un martedì da batticuore. C’era la netta sensazione di essere sull’orlo del precipizio di una strana situazione, quella di essere sul punto di dover rifondare tutto o quasi tutto. Non eravamo abituati a vedere mister Roselli sulla graticola dopo due anni di crescita costante e buoni risultati. Non si può ancora essere certi che il Cosenza sia guarito, le sue metamorfosi continue impongono di andare con i piedi di piombo prima di lasciarsi andare a conclusioni affrettate. I rossoblu si sono sicuramente riscattati, ed erano in pochi a scommetterci.

LA VITTORIA DI AGRIGENTO Ieri, più che stare nella soleggiata Sicilia, soventemente riscaldata da un piacevole tepore anche nei mesi invernali, sembrava di assistere ad una partita di League Two inglese. Cielo plumbeo, pioggia a catinelle, campo appesantito dall’acqua caduta come a secchiate sulla città di Agrigento. Nell’acquitrino dello stadio “EssenetoCaccetta & co. hanno tirato fuori una prestazione che nulla ha a che vedere con quelle più recenti. Palle gol a iosa, alcune clamorosamente gettate alle ortiche da Gambino, sempre più avvezzo ad interrompere il suo digiuno, e una piacevole sorpresa, la scalata al titolo di capocannoniere rossoblu di Beppe Statella. Dopo un primo tempo col freno a mano tirato, l’esterno calabrese ha capitalizzato al meglio le occasioni capitate sui suoi piedi realizzando una bella doppietta.

L'undici titolare (photo Longo)
L’undici titolare (photo Longo)

Qualche minuto di sbandamento proprio nel finale, con la pregevole realizzazione dell’ex Zanini a far tremare i polsi, non ha fatto decadere la squadra di Roselli dall’intento di portare a casa una vittoria lontano dal “S.Vito Marulla” che mancava da due mesi. Subito dopo c’ha pensato capitan Caccetta ad evitare l’assalto finale dei padroni di casa, 1-3 e si può tornare in terra di Calabria felici e contenti. Roselli scaccia i fantasmi del suo esonero ma sa che la sua creatura deve acquistare più continuità di prestazioni e risultati per rendere nuovamente solida la sua panchina. Non conoscono mezze misure i silani in questa stagione, su 17 partite solo 2 sono finite in pareggio, sono le 8 vittorie a fare la differenza e a garantire il mantenimento del quinto posto diventato ormai un segno di riconoscimento.

AFFLATO RITROVATO Forse è il caso di segnalare l’abbraccio della squadra al tecnico a vittoria acquisita, un segnale distensivo che allontana ogni ipotesi di congiura nei confronti del mister. Tolto di mezzo questo dubbio, rimane una certezza. Questa squadra ha le sembianze di “Dr.Jekyll e Mr.Hyde“, il personaggio uscito dalla penna di Robert Louis Stevenson, autore scozzese. Britannici come lui, più precisamente inglesi di Manchester, e tifosi del City, gli Oasis. Il gruppo inventore del brit pop incideva e pubblicava “(What’s the story) Morning glory?” nel 1995, anno della miracolosa impresa del Cosenza targato Alberto Zaccheroni. La squadra dei vari Negri, Buonocore e Palmieri tirò fuori il meglio di sè nelle difficoltà, più o meno quello fatto dai loro successori con la casacca rossoblu ieri. Ma aspettiamo, aspettiamo ancora un pò, meglio non fidarsi.

Per approfondimenti consulta la pagina Facebook Lupi si nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.

 

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