La consigliera regionale M5S Elisabetta Barbuto guida la protesta del centro-sinistra contro la presunta mossa finanziaria della società in house. Chiesti chiarimenti al governatore Occhiuto su origini dei fondi, rischi ed impatto sulle PMI locali.
«Un investimento faraonico da circa 300 milioni di euro, realizzato da una società in house della Regione Calabria in pieno rischio bancario e fuori dai confini regionali, con un patrimonio netto di appena 8 milioni. Vogliamo vederci chiaro su questa operazione anomala e senza alcun razionale economico».
Lo dichiara la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Elisabetta Barbuto che ha formalmente depositato un’interrogazione, sottoscritta da tutti i colleghi di opposizione, indirizzata al Presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto. L’atto ispettivo fa seguito alle rivelazioni emerse nei giorni scorsi dalla stampa economica nazionale e dai report internazionali, secondo cui Fincalabra S.p.A. risulterebbe titolare di una quota pari allo 0,93% del capitale di Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps), per un controvalore stimato di circa 300 milioni.
Un pacchetto azionario che sarebbe stato rastrellato negli ultimi mesi, in coincidenza con il lancio dell’Opas da parte di Intesa Sanpaolo e alla vigilia dell’assemblea cruciale del 29 ottobre.
«I dati contabili parlano chiaro e descrivono uno scenario a dir poco sconcertante – denuncia la consigliera Barbuto –. A fronte di un bilancio di Fincalabra che al 31 dicembre 2025 registrava un patrimonio netto di 8 milioni e immobilizzazioni finanziarie per circa 26 milioni, ci troviamo di fronte a un’esposizione finanziaria sproporzionata e ad alto rischio speculativo. Ci chiediamo come sia possibile giustificare una mossa del genere per una finanziaria la cui missione istituzionale è sostenere lo sviluppo, il tessuto produttivo e le piccole e medie imprese della nostra terra, e non certo giocare in borsa in operazioni di risiko bancario nazionale. Senza contare i consolidati legami pregressi tra la banca toscana e la Regione Calabria, a partire dal ruolo di tesoriere del Consiglio Regionale assunto da Mps nel 2023».
Con l’interrogazione appena depositata, Barbuto, Scutella, Bruno, Alecci, Ranuccio, Falcomatà, Madeo, Greco, De Cicco e Laghi, chiedono ad Occhiuto di conoscere le reali motivazioni economiche dell’investimento, la provenienza esatta dei fondi impiegati e se siano stati sottratti risorse vitali per il sostegno all’economia calabrese, pretendendo risposte e trasparenza immediata a tutela del denaro pubblico dei cittadini.
«La Calabria non può permettersi che risorse strategiche vengano impiegate in operazioni finanziarie ad alto rischio che nulla hanno a che fare con la crescita del nostro territorio – conclude Elisabetta Barbuto –. Il Presidente Occhiuto e i vertici di Fincalabra hanno l’obbligo morale e politico di spiegare immediatamente ai cittadini calabresi dove siano stati presi questi soldi e chi abbia autorizzato una scelta così spericolata. Non passerà sotto silenzio: difenderemo fino in fondo la trasparenza e l’uso corretto del denaro della nostra Regione».

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