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DIA - Antimafia

‘Ndrangheta, 10 arresti nel Cosentino: c’è anche l’ex sindaco di Rende, Sandro Principe

Contestati i reati di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio. Per la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro: un “sistema” ultradecennale

antimafiaÈ scattata alle prime ore dell’alba di mercoledì 23 marzo l’operazione dei Carabinieri del comando provinciale di Cosenza che ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari per dieci persone nel cosentino.

Tra i soggetti raggiunti dall’ordinanza di custodia ci sarebbero anche Sandro Principe, ex sindaco di Rende, Sottosegretatio al Lavoro e Consigliere Regionale della Calabria, Umberto Bernaudo, anche lui ex sindaco di Rende, e Pietro Paolo Ruffolo, ex assessore di Rende.

Alle persone fermate sono stati contestati, a vario titolo, i reati di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione e voto di scambio.

Proprio Principe, negli anni Novanta, era già stato inquisito e poi prosciolto dall’accusa di voto di scambio, nell’ambito di una inchiesta che era stata condotta dalla procura di Palmi.

A condurre le indagini, la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che ha potuto delineare un “intreccio” politico-mafioso finalizzato al voto di scambio che avrebbe permesso ai candidati di riuscire ad avere un posto nelle varie tornate elettorali a Rende dal 1999 al 2011 (ma anche nel consiglio Provinciale di Cosenza relativo all’anno 2009 e nel Consiglio Regionale della Calabria dell’anno successivo), grazie all’appoggio di esponenti della cosca Lanzino-Ruà.

Un sistema ultradecennale, insomma, quello che sarebbe stato delineato dalle indagini della DDA e che avrebbe visto al centro degli interessi proprio l’amministrazione comunale di Rende.

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