Beni sequestrati nel vibonese, riconducibili ad esponenti di spicco della cosca Patania di Stefanaconi, ritenuti responsabili di associazione mafiosa, omicidi, usura ed estorsione
Tra i beni sequestrati, figura un negozio di prodotti alimentari ed una struttura adibita ad albergo.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip su richiesta della Dda di Catanzaro.
Il sequestro giunge a conclusione delle indagini dei carabinieri che avrebbero evidenziato la sproporzione tra il valore dei beni oggetto di sequestro e i redditi dichiarati dagli indagati.
Inoltre è stata ricostruita la riconducibilità dei beni all’attività della cosca quale “prezzo, prodotto o profitto” dell’attività delittuosa.
Tale sequestro costituisce il seguito delle operazioni “Gringia”, “Dietro le quinte” e “Romanzo Criminale” con le quali i carabinieri hanno fatto luce su una sanguinosa faida di ‘ndrangheta caratterizzata da 5 omicidi e 6 tentati omicidi che ha visto contrapposti i Patania e la “Società di Piscopio”, gruppo emergente che – secondo gli investigatori – si è reso insofferente all’egemonia del “locale” di Limbadi.
Nello specifico, a conclusione dell’attività investigativa, erano stati eseguiti 22 decreti di fermo e 25 ordinanze di custodia cautelare. Il provvedimento riguarda immobili di pregio ad uso abitativo e commerciale riconducibili a 6 esponenti di rilievo della cosca. Tra questi c’è anche un fabbricato a Stefanaconi che ospita, oltre ad un distributore di benzina, anche un albergo con annesso ristorante.
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