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Nostalgia canaglia

Iniziano 4 lunghissimi mesi di astinenza per i cuori rossoblu. Il presidente Guarascio ha tempo per colmarli alimentando il giusto entusiasmo ma mantenendo al contempo il solito attento occhio al bilancio.

“L’estate è il periodo più noioso dell’anno. Bisogna attendere mesi per tornare allo stadio e io non la vivo bene”. Diceva per sommi capi così Paul Hashworth, il protagonista di Febbre a 90 interpretato da un fantastico Colin Firth, rivolgendosi alla fidanzata Sarah. Il film, tratto dal celeberrimo libro di Nick Hornby, è un cult per tutti gli appassionati di calcio e non solo. La povera ragazza in questione, animata da sano entusiasmo, tenta di organizzare una piccola vacanza nel periodo estivo. Sarah però non ha ancora ben capito cosa significa imbattersi e avere a che fare con un malato di football. Il senso di nostalgia che pervade Paul è lo stesso minimo comune denominatore di ieri pomeriggio. La scorpacciata di gol, purtroppo inutili, del nostro Cosenza ha alleggerito solo di poco questo stato d’animo.

Marco Collocolo all'esordio con la maglia del Cosenza
Marco Collocolo all’esordio con la maglia del Cosenza

Al sogno di potercela fare non ha mai creduto nessuno fino in fondo. C’è stato solo un breve attimo che ha illuminato una fiammella di speranza, quando live score ha erroneamente segnalato il pareggio della Paganese a Caserta. Nel giro di pochi secondi tutto è tornato nel normale corso delle cose. Il Cosenza che abbatte l’Ischia, i minuti che scorrono via senza pathos. La dolcissima chicca dell’esordio di Marco Collocolo, un classe ’99 pieno di talento e padronanza tecnica. Al triplice fischio finale il giusto tributo ad una squadra che merita sostegno, ad un allenatore che ce l’ha messa tutta e ad un presidente stimolato con intelligente sarcasmo dalla tifoseria. Una parentesi a sè meritano le maledizioni lanciate a Cavallaro, ingiustamente finito nell’occhio del ciclone per essere stato definito un venduto; in passato altri calciatori protagonisti di prestazioni molto più discutibili non sono stati colpiti dalle stesse critiche.

Un saluto a quelle mura, a quegli spalti che sentiamo parte di noi, un arrivederci colmo di nostalgia. Il ricordo va alle interminabili estati della nostra adolescenza. Mesi di avventure vissute a stretto contatto, gioie e dolori in totale condivisione. Fino all’ultima sera, la malinconia che accompagna i momenti finali da vivere insieme prima di un lungo saluto. Cosenza-Ischia è stata così, come un’estate che va via. Da una stagione estiva all’altra passano 12 lunghi mesi, da una stagione calcistica all’altra solo 4. Il patron Guarascio ha molto meno tempo di una compagnia di amici per elaborare il distacco e poi potersi riabbracciare. Sarà fondamentale mettere “mano ara sacchetta”, come suggerito dalla Tribuna A, ma senza farsi prendere dalla voglia di strafare. Su questo non ci sono molti dubbi, la sua oculatezza e la sua sincerità non sono mai venute meno. Preferiamo di gran lunga i pompieri ai piromani visti nel recente passato. Quelli si che hanno lasciato ettari di terra bruciata.

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