Levata di scudi dei sindaci al nuovo Dpcm annunciato ieri sera in diretta televisiva dal premier Giuseppe Conte. In una delle norme contenute nel nuovo decreto per arrestare la nuova ondata di contagi da Covid-19, viene concessa agli amministratori locali la possibilità di chiudere, a partire dalle ore 21:00, vie e piazze della movida particolarmente soggetti alla concentrazione di persone e quindi agli assembramenti.
“No a scaricabarile”
Fa parte della schiera degli indignati anche il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto: “Non si risolvono i problemi con lo scaricabarile e con la demagogia – ha scritto il primo cittadino bruzio su Facebook – E infatti è stato tolto dal DPCM il riferimento ai sindaci dopo il discorso di Conte grazie alla protesta del presidente di Anci”. Pare infatti che sia stata già apportata una correzione al Dpcm originale, nel quale ora non si fa più riferimento espressamente ai sindaci.
I ben informati parlano di una telefonata che ci sarebbe stata ieri sera tra il primo ministro Conte e il sindaco di Bari, Antonio Decaro, anche presidente dell’Anci. Dalla chiacchierata, che immaginiamo abbia avuto toni accesi, è scaturita la modifica al testo, che ora, nella sua formula finale recita così: “Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”.
Rimane da capire a chi spetterà il compito di vigilare sulle zone della movida e soprattutto chi dovrà disporre la chiusura di zone dove possono verificarsi assembramenti. Decaro non a caso si chiede: “Ci saranno le forze dell’ordine a controllare le aree pubbliche in cui sarà vietato l’ingresso e a riconoscere residenti e avventori dei locali? I cittadini non si sposteranno da una piazza a un’altra? Nei momenti difficili le istituzioni si assumono le responsabilità non le scaricano su altre istituzioni con cui lealmente dovrebbero collaborare. I sindaci sono abituati ad assumersi le loro responsabilità. Vorremmo che tutte le istituzioni facessero lo stesso”.
“Vigileremo ma senza creare allarmismo”
Fa comunque buon viso a cattivo gioco Mario Occhiuto, che annuncia: “In ogni caso a Cosenza in questo periodo in cui i contagi aumentano in modo esponenziale organizzeremo un servizio di Polizia municipale dopo le ore 21 per vigilare ed invitare i ragazzi ad evitare assembramenti in piedi, ma sempre senza eccessivi allarmismi e senza atteggiamenti da “sindaco sceriffo” che ho sempre rifiutato e disprezzato”.
Vai al contenuto





