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Gruppo consiliare "Rende per Rende" costituito da Massimiliano De Rose Michele Morrone e Enrico Monaco

Nuovo ospedale e città unica, Rende per Rende: “Così vicini, così lontani”

La querelle sul sito del nuovo ospedale dell’Annunziata, non e’ certo una novita’ di questi giorni, va avanti da molti anni consumandosi in un teatrino in cui cambiano i personaggi ma il copione rimane sempre lo stesso.

Per citare solo gli ultimi 10 anni, l’ospedale, secondo i sindaci e governatori di Regione avrebbe dovuto essere realizzato sull’attuale sito dell’Annunziata (Mario Occhiuto), piuttosto che a Vaglio Lise (Mario Oliverio e Marcello Manna), poi ancora a Vaglio Lise (anche secondo il neo sindaco di Cosenza Franz Caruso) piuttosto che Rende (Caracciolo e Manna che prima pero’ era invece d’accordo con Mario Oliverio su Vaglio Lise).

Gruppo consiliare "Rende per Rende" costituito da Massimiliano De Rose Michele Morrone e Enrico Monaco
Gruppo consiliare “Rende per Rende” costituito da Massimiliano De Rose Michele Morrone e Enrico Monaco

Dunque, mentre l’esigenza di una struttura sanitaria adeguata ai tempi ed ai bisogni di un’intera provincia con circa 700 mila residenti, si fa sempre piu’ urgente e l’esperienza epidemiologica di questi ultimi anni ha “sbattuto in faccia” a tutti l’assoluta indispensabilita’ di una struttura ospedaliera adeguata, funzionale e moderna, la discussione si anima ciclicamente suscitando polemiche e contrapposizioni senza che si affronti seriamente e risolutivamente la questione.

La coperta è corta ed i sindaci di turno, a Rende come a Cosenza, tirano da una parte piuttosto che dall’altra, attestandosi su posizioni comprensibili e perfino ragionevoli dal loro punto di vista, se non fosse che la diatriba va avanti da anni e la soluzione, tra quelle possibili, continua a tardare.

Non si tratta di realizzare un’opera pubblica qualunque, stiamo parlando dell’ospedale pubblico e quanto sia necessario ed urgente concretizzarne la costruzione per l’area urbana e per l’utenza dell’intera provincia e’ fin troppo evidente.

D’altra parte la scelta del sito dovrebbe avvenire sulla base di valutazioni prevalentemente tecniche e scientifiche, piuttosto che su preferenze o esigenze contingenti d’ordine politico.

Sono innanzi tutto le esperienze più recenti e gli indirizzi in materia di edilizia sanitaria i criteri “oggettivi” che dovrebbero orientare una scelta cosi importante per consentire di individuare il migliore, il piu’ adeguato a servire un’area vasta la stessa per la quale gli stessi sindaci sembrerebbero d’accordo sul fatto che possa, in breve, addirittura diventare una “citta’ unica”.

Per questo ogni polemica sul sito dell’ospedale rischia di apparire espressione di un campanilismo fuori tempo e fuori contesto, se non addirittura frutto di un certo antagonismo dei rappresentanti istituzionali.

Ci pare evidente come la dialettica sul sito del nuovo ospedale pubblico sia la cartina di tornasole per guardare la realta’ politica dell’area urbana. Come si puo’ “litigare” sulla scelta del sito dell’ospedale ed allo stesso tempo dirsi pronti addirittura alla fusione ed alla “città unica”?
Se non si riesce a fare sintesi sull’ospedale, di citta’ unica allora e’ meglio non parlare.

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