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Occupazione, nel 2015 Cosenza è la provincia del Mezzogiorno che cresce di più

Ma rispetto agli anni pre-crisi il confronto sui dati dell’occupazione è disastroso. L’analisi del Centro Studi ImpresaLavoro

disoccupazioneDal 2014 al 2015 è cresciuto il numero degli occupati in italia (+185.836 unità in valori assoluti che si traducono in uno 0,83% in termini percentuali), ma – secondo l’analisi del Centro studi ImpresaLavoro sull’occupazione – non in maniera uniforme: tra le 110 province del nostro Paese, infatti, solo in 67 si è registrata una crescita nel numero degli occupati rispetto al 2014.

Tra queste c’è anche Cosenza che, non  solo è terza a livello nazionale (dopo Milano e Torino), ma è la prima provincia del Mezzogiorno con un significativo +11.783. Il capoluogo bruzio e la sua provincia, quindi, in termini di occupazione precedono Trapani (+10.533), Bari (+9.753), Palermo (+9.542), Salerno (+8.590) e Sassari (+8.231).

Il 2015 ha segnato un periodo di grande difficoltà, invece, soprattutto per le province del Nord Est italiano, con Verona e Padova che, nelle tabelle elaborate dal centro studi spiccano per il loro saldo particolarmente negativo.

Sebbene il dato presentato da ImpresaLavoro sia estremamente positivo per Cosenza,  se si guardano le cifre confrontandole con quelle del 2007, cioè prima dell’inizio della crisi, la situazione si capovolge: Cosenza finisce in fondo alla graduatoria, in buona compagnia di altre importanti province del Mezzogiorno d’Italia; chiude la fila, con un conto pesantissimo, Napoli (-65.460); seguono Barletta-Andria-Trani più Bari e Foggia (-62.186), quindi Palermo (-41.012).

Il dato sull’occupazione nella provincia di Cosenza fa segnare un preoccupante -29.239 nel saldo tra il 2007 e il 2015, ridimensionando, così, anche l’esito positivo emerso dalla tabella in cui il confronto è parziale.

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