Ma rispetto agli anni pre-crisi il confronto sui dati dell’occupazione è disastroso. L’analisi del Centro Studi ImpresaLavoro

Tra queste c’è anche Cosenza che, non solo è terza a livello nazionale (dopo Milano e Torino), ma è la prima provincia del Mezzogiorno con un significativo +11.783. Il capoluogo bruzio e la sua provincia, quindi, in termini di occupazione precedono Trapani (+10.533), Bari (+9.753), Palermo (+9.542), Salerno (+8.590) e Sassari (+8.231).
Il 2015 ha segnato un periodo di grande difficoltà, invece, soprattutto per le province del Nord Est italiano, con Verona e Padova che, nelle tabelle elaborate dal centro studi spiccano per il loro saldo particolarmente negativo.
Sebbene il dato presentato da ImpresaLavoro sia estremamente positivo per Cosenza, se si guardano le cifre confrontandole con quelle del 2007, cioè prima dell’inizio della crisi, la situazione si capovolge: Cosenza finisce in fondo alla graduatoria, in buona compagnia di altre importanti province del Mezzogiorno d’Italia; chiude la fila, con un conto pesantissimo, Napoli (-65.460); seguono Barletta-Andria-Trani più Bari e Foggia (-62.186), quindi Palermo (-41.012).
Il dato sull’occupazione nella provincia di Cosenza fa segnare un preoccupante -29.239 nel saldo tra il 2007 e il 2015, ridimensionando, così, anche l’esito positivo emerso dalla tabella in cui il confronto è parziale.
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