Il neo presidente regionale respinge per l’ultima volta le accuse di accordi sotto banco per le nomine e indica le priorità, come la gestione dei fondi comunitari e la sanità
Difende con forza le scelte operate dal nuovo Consiglio regionale, Mario Oliverio, neo presidente della Calabria, soprattutto quando lo si accusa di accordi sotto banco: “Nella seduta di insediamento del Consiglio regionale non abbiamo realizzato nulla di diverso di ciò che avevamo detto agli elettori. Abbiamo proceduto all’elezione di un presidente del Consiglio, Antonio Scalzo, uno dirigenti di primo piano del Pd catanzarese. Allo stesso modo la maggioranza ha eletto alla vicepresidenza un esponente della lista ‘Oliverio Presidente’ e come segretario-questore un eletto dei ‘Democratici Progressisti’”.

In questo il centrodestra, in primis Forza Italia, ha voluto vedere un’occupazione assoluta delle cariche senza lasciare nulla all’opposizione ma Oliverio, presente alla festa del tesseramento presso i locali della Federazione provinciale del Pd di Cosenza, non ci sta: “Il Nuovo Centrodestra ha deciso di votare il candidato alla presidenza da noi indicato e lo ha fatto liberamente, senza che questo consenso fosse stato in qualche modo concordato preventivamente. Tutto è avvenuto alla luce del sole e parlare di accordi sottobanco che nascondono chissà quali fini non corrisponde assolutamente al vero”.
Il presidente ha anche parlato dell’approvazione in Consiglio dell’emendamento che introduce il ruolo unico regionale: “È finito il tempo delle ‘due Regioni” distinte e separate. La nostra riforma è tesa a razionalizzare la spesa e a ridurre gli sprechi. Chi si oppone a questa impostazione, ricorrendo ad una presunta difesa di campanile, lo fa esclusivamente per difendere privilegi. Il ruolo del Consiglio regionale a Reggio Calabria non solo non è in discussione, ma sarà rafforzato. Reggio è la città più grande della Calabria e con noi alla Regione avrà l’attenzione che merita ed avrà un ruolo importante nel nostro progetto di governo. I dipendenti del consiglio regionale stiano sereni, nessuno metterà in discussione la loro sede. Non ci sarà nessuna spoliazione della città di Reggio Calabria che, al contrario, avrà un ruolo centrale nella nostra azione di governo”.

Tra i temi caldi c’è la gestione dei fondi comunitari: “Abbiamo lavorato per riscattare il recuperabile delle risorse comunitarie che hanno rischiato il disimpegno. In meno di un 280 milioni di euro che ci hanno consentito di realizzare il target e di superarlo di 14 milioni di euro. Abbiamo messo di fronte alla valutazione della Commissione europea il programma 2014-2020 che vedeva la Calabria messa da parte insieme alla Campania. Tutti i territori saranno tenuti in debita considerazione nella nuova programmazione comunitaria. Abbiamo in mente grandi progetti per dare impulso al progetto di costruzione della città metropolitana dello Stretto. Così come vogliamo dare impulso a quanto annunciato in campagna elettorale relativamente ai progetti sul Porto di Gioia Tauro e all’area urbana di Cosenza”.
Quanto al tema delicato della sanità “ha bisogno di un governo politico, ma non significa che la politica dovrà metterci le mani sopra. Lavoreremo per valorizzare le migliori professionalità e per dare la possibilità ai calabresi di vedere riconosciuto il diritto a essere curati. Il premier Renzi mi ha preannunciato che presto verrà trovata una soluzione che consenta alla sanità calabrese di avere una guida stabile e certa”.
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