A Zumpano, Vincenzo D’Agostino, ha gettato le basi per un lungo e fruttuoso progetto firmato Omnia Energia: le energie rinnovabili calabresi conquistano il globo.

“Ho capito che era il momento giusto: volevo portare la cultura del risparmio energetico nel mio paese, a partire dalla Calabria, la regione d’Italia più povera energeticamente, quella più allergica alle innovazioni e dove la solvibilità dei clienti è più difficile. Avevo difficoltà perfino a trovare le maestranze – ricorda – nessuno sapeva fare questo lavoro o conosceva questo settore: io stesso ho fatto formazione”.
Ma la collaborazione con l’Università della Calabria ha creato un terreno favorevole e figure professionali in linea con quanto richiesto da Omnia Energia. La società oggi conta 90 collaboratori, la maggior parte dei quali provenienti proprio dalla Calabria e laureati. Un team giovane, dinamico e che guarda fiducioso al futuro.
Nella regione meno propensa al risparmio, dunque, Vincenzo D’Agostino, ha creato un vero e proprio patrimonio e sulla scelta del team, dichiara: “Ecco cosa intendo per meritocrazia, per ricerca e sviluppo, per crescita dal basso: l’80% dei nostri laureati è stato assunto dopo aver presentato la propria tesi di laurea o aver seguito percorsi di stage”.
A Zumpano, l’azienda Omnia Energia di Vincenzo D’Agostino, è una struttura di pareti vetrate inclinate, circondate di alberi ad alto fusto che permette di risparmiare il 70% di energia, con effetti positivi non solo sui costi ma anche sulle tonnellate annue di CO2 evitate. Il progetto ha consentito all’azienda, cuore pulsante del Sud Italia, di vincere il Sustainable Urban Building Contest di Hannover, ambito riconoscimento mai ricevuto prima da un’azienda italiana.
“Abbiamo già chiuso numerosi accordi in Spagna, Gran Bretagna, Scandinavia, Turchia, Albania e Repubblica Ceca e contiamo nei prossimi anni di raggiungere risultati sempre più importanti” e D’Agostino, dunque, sigilla successi e opportunità anche all’estero e continua: “Ci sono Stati come il Burundi o il Kenya in cui si vive solo dei prodotti della terra e in cui questa nuova filosofia di consumo energetico potrebbe davvero cambiare le cose: le fonti rinnovabili – esulta – potrebbero dare un sostegno fortissimo allo sviluppo rurale di questi territori”.
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