La ferma condanna dell’Ordine TSRM e PSTRP di Cosenza dopo l’aggressione all’Annunziata: tra dovere deontologico dell’ascolto e applicazione rigorosa delle tutele di legge.
L’ennesimo episodio di violenza consumatosi all’Ospedale “Annunziata” di Cosenza impone una riflessione profonda che va oltre la semplice cronaca. Come Vicepresidente dell’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (TSRM e PSTRP) di Cosenza, esprimo a nome dell’intero Direttivo la più ferma e incondizionata condanna verso qualsiasi atto di aggressione, fisica o verbale, nei confronti di chi lavora per la salute pubblica.
La ferma condanna della violenza deve andare di pari passo con il richiamo ai valori fondanti del nostro agire quotidiano. I Codici Deontologici di tutte le professioni sanitarie parlano chiaro: il nostro dovere primario è fondato sull’ascolto, sul rispetto della dignità della persona, sulla trasparenza e sull’empatia. Mantenere sempre un atteggiamento civile, educato e aperto al dialogo con i pazienti e i loro familiari non è solo un obbligo professionale, ma il primo e più efficace strumento per disinnescare le tensioni. L’empatia favorisce l’alleanza terapeutica e contribuisce a ridurre drasticamente gli atteggiamenti di scontro.
Tuttavia, la ricerca del dialogo non può mai giustificare né tollerare che la cura si trasformi in un pretesto per la violenza. Nessuna tensione o momento di sofferenza giustifica un’aggressione verso chi sta svolgendo il proprio lavoro. A tutela di questo principio, la Legge n. 171/2024 ha inasprito le sanzioni penali per le aggressioni ai danni del personale sanitario e per il danneggiamento delle strutture, introducendo misure rigorose come l’arresto in flagranza differita per punire chiunque violi la sacralità dei luoghi di cura.
Garantire il diritto alla salute richiede un patto di fiducia reciproco. Come Ordine TSRM e PSTRP di Cosenza ribadiamo con forza che la violenza va sempre respinta, senza se e senza ma. Solo unendo l’impegno deontologico dei professionisti al rispetto civile da parte dei cittadini è possibile costruire un ambiente di cura sicuro, pacifico e dignitoso per tutti.

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