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Orlandino Greco sulla ZES: «300 milioni per le infrastrutture, il Sud accelera»

Il leader di Italia del Meridione, Orlandino Greco, accoglie con favore lo stanziamento di 300 milioni di euro per le aree industriali del Sud.

L’annuncio dei 300 milioni di euro destinati alle infrastrutture nelle aree industriali del Mezzogiorno rappresenta un passaggio tutt’altro che secondario nel percorso di rafforzamento della ZES Unica. Non si tratta solo di risorse, ma di una scelta politica chiara: accompagnare gli incentivi alle imprese con investimenti strutturali capaci di rendere davvero competitive le aree produttive del Sud.

SENZA INFRASTRUTTURE NON C’È SVILUPPO

Viabilità, servizi pubblici, infrastrutture materiali: sono questi gli elementi che trasformano una misura fiscale in una politica industriale credibile. Perché senza infrastrutture moderne e funzionali, nessuna agevolazione può reggere nel tempo.

È un passaggio che va nella direzione che, già con Italia del Meridione, sosteniamo da anni. Quando parlavamo di Zona Franca e di libertà economica per il Sud, molti ci accusavano di idealismo. Oggi, invece, quella visione sta diventando realtà: il Mezzogiorno non viene più trattato come un’area da assistere, ma come un motore di crescita nazionale.

IL SUD COME MOTORE NON COME PROBLEMA

I dati lo confermano. Secondo il Check-up Mezzogiorno 2025 di Confindustria e SRM, negli ultimi cinque anni il Sud ha registrato una crescita del PIL del +7,7%, superiore alla media nazionale. Un risultato tutt’altro che casuale. La ZES Unica e il PNRR hanno attivato investimenti concreti, producendo effetti reali sull’economia e sull’occupazione.

Solo nel 2025, le domande di credito d’imposta legate alla ZES hanno superato le 10.000 unità, generando oltre 7 miliardi di euro di investimenti. Le autorizzazioni uniche, ormai oltre quota mille, hanno già attivato circa 6 miliardi di investimenti diretti e creato più di 17mila posti di lavoro. Numeri che raccontano una verità semplice: oggi investire al Sud conviene.

DA TERRITORI CHE INSEGUONO A TERRITORI CHE ATTRAGGONO

La ZES Unica sta ribaltando una logica storica. Non più emergenze da tamponare, ma condizioni strutturali per produrre valore. È un cambio di paradigma che riconosce finalmente il Mezzogiorno come parte decisiva dello sviluppo italiano.

In questo quadro, è giusto riconoscere che il Governo sta andando nella direzione giusta, così come va riconosciuto il ruolo di quelle forze politiche che, superando vecchi steccati, stanno sostenendo strumenti concreti per la crescita del Sud. Non esiste un’Italia forte senza un Mezzogiorno forte, e questa consapevolezza sta finalmente entrando nell’agenda nazionale.

LA SFIDA CHE RESTA APERTA

Ma il percorso non è concluso. Le infrastrutture sono un tassello fondamentale, così come lo è la semplificazione amministrativa. E resta aperta una sfida più ambiziosa: costruire una vera Zona Franca del Mezzogiorno, capace di liberare davvero le energie produttive, attrarre capitali e trattenere competenze.

La direzione è quella giusta. Ora serve continuità, coraggio e una visione di lungo periodo. Perché il riscatto del Mezzogiorno non è una rivendicazione territoriale, ma una condizione necessaria per la crescita dell’intero Paese.

Orlandino Greco

Orlandino Greco
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