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Carlo Rinaldo

Osservatorio Politico di centro e di area cattolica: la crisi ideologica del voto regionale

Dall’Osservatorio Politico nazionale di Centro e di Area Cattolica, si esternano alcune riflessioni sulle elezioni regionali in Campania, Puglia e Veneto dai fondatori dell’Osservatorio, Eraldo Rizzuti (“Libertà é Democrazia”), Massimo Lenti, Domenico Caruso Frezza e Carlo Rinaldo (“Libero Arbitrio”).

Due grandi riflessioni sullo sfondo: La grande forza del “potere regionale”, che premia le uscenti coalizioni governanti, e l’astensionismo che si attesta su percentuali del 60% circa. L’osservazione politica di unione dei due “fenomeni elettorali” è quella che, proprio alla luce dei risultati e della bassissima affluenza alle urne, QUELLA CHE LATITA È LA POLITICA con le sue proposte. Ci si è ridotti ad un livello sentimentale, di affetto e disaffezione.                                                                         

Gli elettori amano di più le promesse, le suggestioni, la politica dei “bonus” che l’efficienza dei servizi pubblici.     

Si vota per vicinanza alla singola persona, per cui i voti hanno poco o nulla a che vedere con l’appartenenza ideologica. E viene naturale che chi amministra da più fiducia perché è una presenza consolidata sul territorio, è favorito dall’elettore e viene considerato più attendibile rispetto a candidati scelti nelle “segrete stanze” che non godendo della fiducia e vengono sonoramente bocciati. Questo vale per tutti i partiti che organizzano coalizioni elettorali per vincere, ma poi non sono in grado di affrontare i veri problemi politici.                                                   

Quando un presidente, un sindaco non sono scelti nel territorio, la conseguenza inevitabile è di non andare a votare. Oggi il 15/18% degli elettori costituiscono una maggioranza che amministra e governa il 100%, tutto il paese.                                                                                                                     

Spesso queste coalizioni sono costituite da partiti e persone che non hanno una visione politica omogenea, si mettono insieme per vincere, ma litigano su tutto. Si disertano le urne perché non ci sono proposte credibili, consone all’aiuto del cittadino medio, delle famiglie, dei malati, dei disoccupati, delle aree interne e del Mezzogiorno.                                                                                 

Solo sussidi senza tornaconto in prestazioni socialmente utili (come nella pratica si è rivelato il “reddito di cittadinanza”) e senza adeguati controlli, né finanziamenti a totale carico dello Stato (come il “110” per le ristrutturazioni che ha creato una dannosissima bolla speculativa con i prezzi delle materie più che raddoppiati). Così ci apprestiamo a vivere altre legislature di “GIA’ VISTO”.  

Carlo Rinaldo

Carlo Rinaldo

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