Vituperati, ripudiati, addirittura rinnegati: è questo l’amaro destino che tocca agli ex.
Come nelle migliori storie d’amore accade che chi viene lasciato ed è costretto a subire passivamente la decisione del partner inizi a covare dentro di sé un misto di rabbia, odio e risentimento. Sono gli stessi sentimenti a muovere i tifosi messi di fronte alla dura realtà.

Vedere il proprio pupillo cambiare casacca e gettarsi tra le braccia della rivale è un affronto, uno smacco troppo grande da poter perdonare. Raramente si rimane in buoni rapporti e sono quei pochi casi di separazione consensuale. Ci sono quasi sempre i fischi ad accogliere il ritorno nella vecchia casa.
Una scena simile potrebbe verificarsi sabato al ‘San Vito Marulla’, la passerella dove andrà in scena la sfilata degli ex. Cosenza-Lecce ne avrà davvero tanti di protagonisti che tra campo e scrivania hanno scritto la storia recente del club oggi avversario.
TUTTI GLI EX. Si è ripreso da un leggero infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi di gioco per qualche settimana Matteo Di Piazza. L’attaccante ha rimesso piede in campo nella sua Palermo entrando a partita in corso ed è subito atteso dal confronto col suo passato. 15 pesantissimi gol nella scorsa stagione con la maglia del Lecce, un contributo decisivo alla promozione diretta dei salentini nella serie cadetta. Ora il Cosenza, con cui ha realizzato la sua prima rete in Coppa Italia ma è ancora all’asciutto in campionato.
Nel reparto offensivo dei padroni di casa figura anche Allan Baclet, che in Salento ha toccato dieci anni or sono il punto più alto della sua carriera partecipando alla scalata del club giallorosso dalla B alla A, al termine di un campionato perfetto concluso al vertice della graduatoria.
Deve tutto al Lecce Matteo Legittimo, che della cittadina pugliese è anche nativo. Il poliedrico difensore, già diventato un perno insostituibile del pacchetto arretrato dei silani, ha mosso i primi passi nella cantera giallorossa, oltre ad aver collezionato 61 presenze con la prima squadra.

Andrea Arrigoni è stato il cervello del centrocampo dei silani nell’era Roselli, uno degli insostituibili della formazione che ha conquistato la Coppa Italia di Lega Pro. A testimoniare il suo ruolo di leader nonchè punto fermo dell’undici rossoblù le 72 gare giocate nell’arco di due anni. Suo compagno di squadra, ma solo per una stagione, è stato Andrea La Mantia, che a Cosenza ha vissuto la sua annata più prolifica mettendo a repertorio 14 realizzazioni distribuite in 26 gare, con una media gol di 1,85 reti a partita.
C’è poi mister Braglia, subentrato all’esonerato Asta e rimasto in sella sulla panchina del Lecce per tre quarti della stagione 2015/2016. Un filotto di 18 risultati utili consecutivi non consentì però al tecnico toscano di centrare l’obiettivo promozione.
DS A CONFRONTO. Infine lo strano caso di Stefano Trinchera e Mauro Meluso: la storia simile di due direttori sportivi uniti da tanti punti in comune. Il primo leccese di Copertino, uomo mercato dei salentini nella stagione calcistica 2015/2016, che si è poi consacrato sulla scrivania del club di via degli Stadi con il salto in B; l’altro di sangue bruzio, nell’organigramma dei lupi dal 2014 al 2016 prima di passare nelle file dei rivali. Per entrambi non ci sarà posto sabato sulle rispettive panchine, in virtù della squalifica comminata dal Giudice Sportivo che li costringerà a seguire la gara dagli spalti.
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