Banner Conad

Per aspera ad astra 1/2

Una lacrima al “San Vito Marulla”, oggi di dolore ma domani di gioia

Come si presentava lo stadio domenica sera
Come si presentava lo stadio domenica sera

A​ pochi giorni dal termine della stagione sportiva 2016/2017 del Cosenza è tempo di bilanci: tanto il consuntivo relativo al campionato ed ai playoff appena trascorsi, quanto il preventivo concernente l’annata che verrà. In ordine al bilancio preventivo, in questa fase, non si può fare altro che sottolineare la necessità che il ritrovato entusiasmo dell’ambiente bruzio non vada affievolendosi. Anzi, la società silana ha l’onere e l’onore di alimentare la fame di calcio a certi livelli manifestata dagli 11150 spettatori che hanno affollato il “San Vito Marulla” nella gara di ritorno dei quarti di finale dei playoff contro il Pordenone.

Si deve ripartire dai lunghi ed emozionanti venti minuti di applausi fragorosi che tutto lo stadio ha tributato ai giocatori rossoblu al termine dell’incontro, nonostante non si sia riusciti a superare il turno contro un organizzato Pordenone che ha difeso a denti stretti e con nove uomini dietro la linea del pallone l’1-0 dell’andata (a proposito ma il mister Tedino è il pupillo di Sacchi o di Roselli?), quale meritato premio per gli sforzi prodotti in campo. Il Cosenza ha disputato dei playoff di altissimo livello, mostrando una voglia di vincere ed una grinta (quasi) mai profuse nel corso della regular season. È stato da tutti percepito che la squadra ha probabilmente dato molto di più di quello che era nelle sue reali possibilità, gettando il cuore oltre l’ostacolo allo scopo di regalare un sogno chiamato “serie B” ad una città, ad una tifoseria fantastica.

Ogni tifoso del Cosenza domenica sera è tornato a casa ovviamente deluso per l’eliminazione ma fiero dei propri giocatori. Che bellezza e che emozione vedere i padri e le madri insegnare ai propri figli in lacrime sui gradoni del “Marulla” che “nella vita chi lotta vince sempre” e che “la felicità è anche la consapevolezza di camminare a testa altissima anche se sconfitti”! Seppur si sarebbe meritato l’approdo alla fase finale dei playoff grazie alle prestazioni tutto cuore dei lupi, è stato parimenti evidente che alla fine, salvo veri e propri miracoli calcistici in stile Leicester o Crotone dello scorso anno, il quid pluris che consente di andare avanti nelle competizioni è costituito dalla qualità. Ma di là da questo, come detto, ora la palla passa dai calciatori (e dai tifosi) alla società. Il presidente Guarascio non può più esimersi dal programmare ed esplicitare alla comunità rossoblu tutta un progetto che sia concretamente ambizioso e di vertice, possibilmente senza le tribolazioni e l’altalena di emozioni vissute nel corso del campionato appena trascorso che l’ottimo cammino nei playoff non può far dimenticare onde evitare di commettere per l’ennesima volta quegli errori che da qualche anno puntualmente impediscono di essere effettivamente strutturati per corsa alla serie cadetta.

Ci prova anche Perina nei minuti finali (photo Rosito)
Ci prova anche Perina nei minuti finali (photo Rosito)

È ovvio che si dovrà ragionare bene sulle scelte future, in maniera razionale ed equilibrata, senza fare passi troppo lunghi ma anche senza avere “i lamette intr’i sacchette”. È arrivato il momento che il presidente Guarascio si prodighi con maggiore decisione per “restituire alla città ed alla provincia un qualcosa che già avevano” poiché sarebbe delittuoso non andare incontro all’entusiasmo della piazza applicando per l’ennesima stagione la regola del tabula rasa con riferimento a giocatori, staff tecnico/dirigenziale ed obiettivi.

Fatte le dovute considerazioni sul futuro che tutti si augurano possa inverarsi, non si può non analizzare brevemente anche quello che è successo nell’annata calcistica appena conclusa. (continua…)

Federico Perri, libero pensatore.

Condividi questo contenuto