Una lacrima al “San Vito Marulla”, oggi di dolore ma domani di gioia

… (seconda parte) Il campionato regolare del Cosenza può essere diviso sostanzialmente in quattro momenti. La prima fase riguarda il precampionato con l’addio al veleno dell’ex DS Meluso (accasatosi al Lecce) e la conseguente diaspora di molti tra i migliori calciatori rossoblù (quattro dei quali seguirono in Salento lo stesso Meluso) che indussero il presidente Guarascio a conferire all’allora trainer Roselli un incarico manageriale, da plenipotenziario, per scongiurare la rottura definitiva di un giocattolo che soltanto poche settimane prima era stato in grado di classificarsi al quinto posto sfiorando i playoff. Nel clima di stasi successivo ai saluti di Meluso, mister Roselli cooptò nell’avventura bruzia il suo fido amico Cerri che assunse il ruolo di direttore dell’area tecnica, siccome ancora non abilitato a ricoprire quello di direttore sportivo;
Il secondo momento attiene alla prima giornata di campionato nella quale, nonostante le difficoltà sopra descritte, il Cosenza sbancò il “Ceravolo” di Catanzaro: il treno regionale rossoblù arrivò puntualissimo sulla rupe ventosa sul binario 0-1, 0-2, 0-3. Tre polpette gentilmente offerte a domicilio ai nostri rivali di sempre e goduria infinita. Un pomeriggio storico. La roboante vittoria di Catanzaro, probabilmente di fatto ha rappresentato l’ultimo atto del ciclo roselliano sulla panchina dei lupi. Infatti, subito dopo il campionato del Cosenza si è sviluppato tra alti e bassi fino ai playoff.
La terza fase è rappresentata dall’applicazione in itinere del tabula rasa da parte del patron Guarascio. Infatti, lo scialbo pareggio nel derby di ritorno al Marulla disputato a dicembre risultò fatale per il Santo Roselli e per la sua dottrina calcistica. L’esonero sembrò allora inevitabile per cercare di dare una scossa ad una squadra depressa e piatta che riuscì ad inanellare stancamente parecchie sconfitte senz’appello. Subito dopo l’allontanamento di Roselli toccò al suo fido Cerri, dapprima demansionato al ruolo di capo scout per poi eclissarsi fino a svanire del tutto dalla scena (c’è chi dice di non aver più avvistato il buon Cerri dalle parti di Viale Magna Graecia dopo la scadenza del suo contratto). Al suo posto, questa volta come vero e proprio d.s., il presidente Guarascio scelse Aladino Valoti.
La quarta fase del campionato dei silani riguarda la gestione tecnica targata Stefano De Angelis, il quale provò fin da subito (anche grazie ai quattro nuovi giocatori portati a Cosenza da Valoti nella finestra invernale di mercato) ad impostare un sistema di gioco offensivo e quindi diametralmente opposto rispetto a quello del suo predecessore Roselli, salvo poi operare un ravvedimento operoso ritornando all’applicazione dei principii e dei valori roselliani appena resosi conto che i giocatori a sua disposizione avrebbero potuto rendere per il meglio con quel preciso modello di organizzazione del lavoro.

Tuttavia, anche sotto la guida tecnica di mister De Angelis il cammino del Cosenza risultò essere colmo di alti e bassi fino alla chiusura della regular season al settimo posto in classifica comunque utile per l’accesso ai playoff promozione. Deve rilevarsi l’enorme differenza tra il Cosenza abbastanza deludente e sovente abulico “jestimatu” durante il campionato e quello combattivo e arcigno ammirato ed applaudito nel corso dei play off che hanno fatto sognare un’intera provincia. Ora si attende soltanto il “rompete le righe” per il, in fin dei conti, meritato riposo dei lupi. I tifosi intanto già sono in astinenza ed iniziano a pregustare speranzosi l’inizio della prossima stagione finalmente da veri protagonisti. Tra qualche giorno si aprirà un’altra fase in grado di entusiasmare la piazza, ossia quella del calciomercato estivo. Sempre tendendo in conto che i campionati non si vincono ad Agosto, per la nuova stagione gradiremmo almeno sapere già dall’estate che il prossimo sarà un campionato d’avanguardia. Nel frattempo apriamo tutti gli ombrelloni perché per ora “è finitu tuttu” ma, ne siamo certi, le lacrime di delusione versate oggi saranno di felicità domani. Forza lupi per sempre, ovunque e comunque!
Federico Perri, libero pensatore.
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