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Magalli

Per Giancarlo Magalli la Calabria è terra di permalosi…

Siamo in prima serata su Rai Due, il programma trasmesso è il reality-game Pechino Express. Le altre reti trasmettono fiction e programmi di intrattenimento politico.

La sola Rai Tre trasmette “Chi l’ha visto”: circa due milioni di italiani stanno per assistere sulla rete pubblica quello che è l’apice di un uomo di 70 anni, basso e con evidenti problemi di calvizie che si mostra ai piccoli schermi di Mamma Rai all’interno di una vasca da bagno piena di schiuma completamente nudo con pancione ricoperta da sporadica peluria. La guest star in questione si chiama Magalli Giancarlo salito di recente alla ribalta come nuovo comico del firmamento televisivo pubblico.

Magalli
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Prima di lui c’era stato un Giancarlo Magalli ma quello era un giornalista conduttore apprezzato, sempre molto pacato e misurato nella sua conduzione e che tutto sommato aveva messo su un numero di presenze televisive da far impallidire mostri sacri di baudiana memoria. Una sorta di personaggio buono per tutte le occasioni quando si tratta di trasmissioni di media visibilità.

Vai a leggere il suo curriculum vitae e scopri che oltre a “I fatti vostri”, ha lavorato a “Pronto Raffaella”, “Fantastico10”, “Lascia o Raddoppia” con personaggi di spicco come Wendy Whidman, Paola Saluzzi, Roberta Capua, Antonio e Marcello, Marcello senza Antonio, il Maestro Mazza, e perfino una futura ministra come Mara Carfagna. La nomina di quest’ultima come ministro, fece scattare nella testa di molti italiani la possibilità di poter nominare Magalli al Quirinale dando vita a un testa a testa con Ferrero attuale presidente della Sampdoria.

Spulciando qua e la scopri che da liceale è stato compagno di classe di Matteo Draghi e Luca Cordero di Montezemolo. Pensateci un attimo a uno la Banca Centrale Europea, a un altro la Ferrari, Confindustria e Edwige Fenech all’altro il maestro Mazza e Costantino della Gerardesca… è ovvio che poi ti girano e hai voglia di sfogarti specie quando ogni giorno sei costretto a chiamare nei paesini più sperduti della penisola italica: da Camogli a Sannicandro, da Santa Maria di Capua Vetere a Ronconcesi e quando provi a chiamare a tal signor Antonio di Casignana in provincia di Reggio Calabria e quest’ultimo non ti risponde, da buon conoscitore del tessuto sociale e dall’alto (è una battuta) del tuo elevato grado di conoscenza geografica ti permetti di dire con assoluta certezza: “Ci abbiamo provato anche oggi… Se poi voi andate in giro a scippare le vecchie è colpa vostra… Lo fanno, lo fanno, non stanno a casa perché a quest’ora si danno a queste attività criminali..”

Ma come? Magalli, mi cade sul più stupido dei luoghi comuni? Un conduttore navigato come lui che scivola sulla classica buccia di banana?

La cosa più assurda è che si meraviglia perché sul web la frase più carina rivolta a lui dopo questa caduta di stile è “Magalli suicidati”. E poi tu che sei conoscitore del mondo lo dovresti sapere che alcune cose non ce le leghiamo al dito.

Un tal Venditti Antonello che di professione fa il cantautore durante un concerto in Sicilia si lascia andare al seguente sproloquio: Dio ha fatto la Calabria? Io spero che si faccia il ponte, almeno la Calabria esisterà. Qualcuno deve fare qualcosa per la Calabria». Ho conosciuto un ragazzo calabrese che prendeva il traghetto per la Sicilia, dove trovava una ragione, la cultura. In Calabria non c’è veramente niente, ma niente che sia niente».

La Calabria tutta in quell’occasione in maniera molto diplomatica fece capire al buon Venditti che se non avesse chiesto scusa cospargendosi di cenere il capo “Grazie Roma” sarebbe stata bandita da Roseto Capo Spulico a Villa S. Giovanni… Scuse che ci furono grazie a Giulio Golia inviato delle Iene.

Ma anche in quel caso avremmo potuto fare a meno di Venditti… Da noi i cantanti di serie A fanno la fila per venire: un pinco pallino qualsiasi che di nome fa Rossi Vasco scrive nella sua “Versione di Vasco”: “Ho voglia di partire. Un viaggio vero. Un viaggio in macchina, con una ragazza. Dovrebbe essere lungo, almeno sei, sette ore. Starei zitto, ascolterei la musica in silenzio. Parlerei solo quando c’è proprio bisogno di dire qualcosa. Ogni tanto, magari, se mi viene le stringerei la mano. Andrei a sud. Magari in Calabria, a Tropea, dove sono stato una volta da ragazzo.”

Poi arriva la notizia delle scuse di Magalli il quale però aggiunge che i Calabresi sono permalosi.. Ecco potevi uscirtene pulito e hai dovuto aggiungere qualcosa come per dire che l’ultima parola spetta a te… mi viene da usare una frase in dialetto calabrese che ho sentito poco fa e che trae spunto dal titolo del programma “I fatti vostri”… “Ah Magà, i cazzi toi non ti fa mai”.

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