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Per il festival AlterAzioni, a Cosenza “l’acoustic smashing” di Jacqui Naylor

All’interno del Festival AlterAzioni, organizzato e realizzato da MK-Live e da Be-Alternative, ieri sera le porte del teatro Morelli di Cosenza, si sono aperte per accogliere il talento e la sensualità di Jacqui Naylor

Una organizzazione ormai collaudata ed impeccabile, sta rendendo il festiva AlterAzioni, la migliore possibilità che la città di Cosenza possa avere per respirare l’aria internazionale del mondo musicale che abbraccia tanti stili, che possono senza dubbio essere capaci di “contaminare” i gusti di tutti coloro che, come ieri sera, hanno scelto di passare la serata al teatro Morelli che, per l’occasione, si è trasformato in un sofisticato “Jazz Club” dove a rendere magica la serata ci ha pensato la cantante californiana Jacqui Naylor, con il suo quartetto.

Jacqui Naylor
Jacqui Naylor

Alta, bionda e ricca di fascino, Jacqui Naylor non ha mancato di sottolineare – chiacchierando con il suo pubblico – quanto bene lei si sia trovata a Cosenza, sentendosi come a casa ed accomodandosi così su uno sgabello dal quale ha raccontato un concerto ricco di pathos e di jazz.

E’ dotata di grande versatilità, la Naylor, capace di percorre una strada che dagli standard jazz conducono al groove del pop-rock. Un concerto accessibile a tutti, e non solo agli appassionati di jazz, con una scaletta ricca di brani riarrangiati e messi a disposizione di quella sua voce capace di essere piena e calda, mentre articola su noti gravi con una intonazione impeccabile e mentre personalizza pezzi famosi, ma per nulla facili da eseguire.

E così quando le luci in teatro si spengono e l’atmosfera prende forma dando inizio al concerto, sul palco arriva lei, regalando una splendida versione di “Blue Moon”, standard jazz dai dettagli malinconici, scritto nel lontano 1934 che è stato interpretato dai più grandi jazzisti di tutti i tempi. Nessuna malinconia nella interpretazione di Jacqui Naylor ma solo bravura che deriva da quella voce che sa cantare con precisione e senza nessun effetto speciale.

Jacqui Naylor
Jacqui Naylor

Degna di nota la sua versione di Summertime, realizzata in sette ottavi, mentre l’interpretazione della cantante californiana si poggia sul controtempo, mentre canta in levare, lasciando poi spazio ad uno straordinario assolo di piano hammond.

Delicata come una farfalla, resta la regina del “mash-up”, dell’acoustic smashing,  capace di mischiare, di cantare due stili contemporaneamente, utilizzando una singolare tecnica, sapendo eseguire brani dei Led Zeppelin o degli Ac/Dc con lo stile di uno standard jazz, o al contrario dare accenti rock a pezzi nati da orchestrazioni be-bop e swing. E così Fever diventa reggae, ed Angel Eyes diventa jazz.

Art Khu
Art Khu

Tutto questo è Jacqui Naylor, e ieri sera dal palco del teatro Morelli di Cosenza, ha regalato ad un pubblico attento ed appassionato, in versione Bossanova il brano “losing my religion” dei Rem, giocando con i “piano e i forti”e tenendo le note senza mai sporcarle.

Omaggia anche la scomparsa Amy Winehouse, artista da lei molto amata e si lascia andare alle note di Back ti Black mentre, con quella sua estensione vocale da contralto, soffia note e magia.

Un concerto aperto e tondo, quello di Jacqui Naylor, che raccoglie al suo interno un numero impressionante di sfumature, che da “ain’t no sunshine” di Bill Withers, conducono a “don’t give up” di Peter Gabriel, senza mai interrompere l’attenzione del pubblico su quel suo modo personalissimo modo di cantare il jazz.

Con lei sul palco musicisti strepitosi: Art Khu, suo compagno di vita, alla chitarra e al piano,  Giorgio Vendola, musicista barese al basso e Josh Jones alla batteria. A loro è toccato accompagnare la performance di Lady Naylor, utilizzando il concerto anche per eseguire assoli che, ieri sera, il pubblico del Morelli ha sottolineato con applausi lunghi e spontanei.

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Josh Jones

Due bis, consessi ai presenti. Il primo, attraverso una toccante interpretazione di quello che è il suo brano preferito, “moon river” e prima si salutare una versione jazz del famoso pezzo di “happy” che, dalla voce di Jacqui Naylor perde quel sound tipicamente funky e diviene soul.

La sua voce ricorda quella della Krall, della Crow, eppure io in essa ho letto alcune sfumature che vengono più dal passato e che appartengono alle regine del jazz … a Sarah Vaughan, ad Anita O’Day.

Una serata, quella di ieri sera, che rende onore alla musica, al jazz, alla capacità di pensare, coordinare, realizzare. Questa la sfida che il Festival AlterAzioni e i suoi organizzatori – Cristian Romeo, Marco Verteramo e Fabrizio Cariati  – hanno vinto, serata dopo serata.

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Giorgio Vendola

Adesso si attende il 9 di maggio, quando per la rassegna, arriverà sul palco del teatro Morelli di Cosenza, il duo Tuck & Patti e noi del Cosenza Post, ci saremo, per raccontarvi come giunge a Cosenza, la musica che non ha confini.

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