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Pietro Perina è il grande ex della sfida tra Vicenza e Cosenza

Il Cosenza lo ha già incontrato da avversario ma questa sarà la prima volta che Pietro Perina lo farà al termine di una lunga storia d’amore.

L’ex portiere dei lupi domenica si ritroverà di fronte al suo passato. Ora difende la porta del Vicenza ma per cinque anni Perina, a parte un breve intermezzo con la Sambenedettese, è stato il guardiano dei pali rossoblù.

Nel corso dei sei mesi trascorsi a San Benedetto del Tronto il caso volle che le strade di Perina e del Cosenza, separatesi seppur temporaneamente, si incrociassero nuovamente. L’occasione si presenta ai quarti di finale dei playoff di Serie C. Nelle concitate fasi finali della gara di ritorno, quella che sancì il passaggio del turno dei Lupi in semifinale, la trance agonistica gioca un brutto scherzo al portiere pugliese.

Perina in Samb-Cosenza '17/'18 (photo De Marco)
Perina in Samb-Cosenza ’17/’18 (photo De Marco)

Quella spinta a gioco fermo su D’Orazio, nel tentativo di affrettare la ripresa del gioco, viene vista come una mancanza di rispetto nei confronti dell’intero ambiente rossoblù. Ce n’è voluto poi di tempo per ricucire il rapporto con la tifoseria, che lo accoglie con disprezzo e riluttanza già dal ritiro, in quel di San Giovanni in Fiore, all’inizio della stagione successiva, quella del ritorno nella serie cadetta.

Il declassamento non è solo nell’indice di gradimento popolare ma si estende anche nelle gerarchie all’interno della squadra. La guida tecnica, nella persona di Piero Braglia, lo relega nel ruolo di terzo portiere. Sopra di lui, nelle preferenze del tecnico, sia Saracco che Cerofolini. Tempo dodici giornate e una serie di circostanze lo riportano in auge. Viene riabilitato proprio nel giorno del derby. Allo “Scida” di Crotone Perina si riprende una maglia da titolare che non mollerà più.

Per i tifosi è stato “San Pietro Perina da Andria”

Riacquista la sicurezza dei tempi migliori e la piazza gliene dà atto. Un numero impressionante di interventi salva risultato lo consegnano agli onori degli aficionados rossoblù, che lo immortalano in un’immagine iconografica a sfondo religioso. Diventa “San Pietro Perina da Andria”: colui che con le sue manone si produce in una serie di miracoli che contribuiscono al raggiungimento di, non una ma due, salvezze del Cosenza.

Nel tempo si è guadagnato anche la fama di pararigori. Lunga la lista degli attaccanti che possono raccontare di essere stati ipnotizzati da Perina. Si va dall’odiatissimo Iemmello a Marsura, passando per Moscardelli e Galano, fino ad arrivare a Ciofani. Gioia amplificata, nel caso di quest’ultimo penalty datato 26 giugno 2020(Cremonese – Cosenza 0-2), dalla nascita della secondogenita nello stesso giorno.

Una dote, questa, confermata anche recentemente tra i pali del Vicenza. Risale infatti a sabato scorso la deviazione decisiva sul tiro dagli undici metri calciato dall’attaccante dell’Empoli Mancuso. Tutto però vanificato dall’incertezza sull’incornata di La Mantia che è costata ai biancorossi la rete del momentaneo 2-1 prima del pareggio a tempo abbondantemente scaduto realizzato, sempre dal dischetto, da Longo.

(Immagine di copertina De Marco)
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