Il progetto ideato da Pino Sassano in scena il 3 e 4 ottobre con Marisa Casciaro, Laura De Vita, Nando Pace e Leon Pantarei.
Può una poesia contenere già la propria musica? E cosa accade quando la voce umana incontra le possibilità creative dell’intelligenza artificiale, senza abdicare?
Da queste domande nasce PoeSong, progetto ideato da Pino Sassano, autore e libraio storico di Cosenza, che sabato 3 ottobre alle ore 20:30 e domenica 4 ottobre alle ore 18:30 approda al Cine-Teatro Universal di Cosenza. Lo spettacolo, germogliato in seno alla tecnologia più discussa degli ultimi anni, costruisce un incontro tra parola poetica, musica, voce, immagini e nuove tecnologie che non vengono demonizzate, ma armonizzate con la creatività umana.
PoeSong parte da un’intuizione precisa: alcuni testi possiedono già, nel ritmo delle parole e delle frasi, una propria struttura sonora. Non sono propriamente canzoni e non vogliono esserlo. Non seguono necessariamente la successione strofa-ritornello né una forma musicale prestabilita. Sono testi letterari che lasciano emergere la musica nascosta nella scrittura.
«Una poesia ha nel respiro della parola e dei versi suono, ritmo, atmosfera – spiega Sassano –. La musica ne esplicita densità già implicite in formulazioni sonore allargate. Le Poesong sono questo: testi che non rinunciano alla loro natura letteraria e si aprono a una dimensione musicale ed emotiva più ampia».
Nel processo creativo entra anche l’intelligenza artificiale. Sassano utilizza Suno per esplorare timbri, arrangiamenti, generi musicali e differenti possibilità vocali. Ma il rapporto tra autore e tecnologia ha una gerarchia inossidabile: l’AI deve rimanere un mero strumento.
«La tecnologia non è il fine. L’intelligenza artificiale mi permette di esplorare timbri, arrangiamenti e suggestioni sonore che da solo non potrei produrre. Ma il nucleo resta umano: l’idea, l’immagine, l’emozione iniziale nascono sempre da un vissuto o da un’intuizione personale».
Ed è proprio questa tensione tra umano e artificiale a diventare uno dei livelli di lettura dello spettacolo: da una parte la parola scritta, il corpo, la voce e la presenza fisica dell’interprete; dall’altra una tecnologia capace di estendere il testo in territori sonori nuovi.
La trasposizione teatrale prova a superare la formula tradizionale del reading poetico e quella del concerto. Al centro ci sarà Marisa Casciaro, voce e presenza narrante dello spettacolo, chiamata a restituire fisicamente parole che sul palco incontreranno musica e immagini.
Le elaborazioni grafiche e le proiezioni sono affidate a Laura De Vita, mentre la disposizione scenica porta la firma di Nando Pace. Nel corso dello spettacolo interverrà inoltre Leon Pantarei.
«Ci sono storie che vibrano appena sotto la superficie del quotidiano, parole non dette che pesano nell’aria e ritmi che battono al passo con le nostre inquietudini», recita il manifesto del progetto.
La poesia diventa così un punto di osservazione sulle trasformazioni individuali e collettive. Memoria e città rappresentano due coordinate ricorrenti nella scrittura di Sassano.
«La città è un archivio vivente. Ogni strada conserva storie invisibili. La memoria, invece, è la nostra città interiore. Scrivere significa camminare tra queste due dimensioni: quella esterna, rumorosa e concreta, e quella interna, silenziosa ma densissima».
PoeSong prova anche ad avvicinare pubblici differenti. Non si rivolge esclusivamente a chi frequenta la poesia né soltanto agli appassionati di musica.
«Le poesong sono un ponte: possono essere una porta d’ingresso alla poesia per chi ama la musica, o un’estensione sonora per chi ama leggere versi».
Il progetto prosegue parallelamente sul sito www.poesong.it, concepito dall’autore come una «casa-laboratorio»: uno spazio nel quale testi e versioni sonore possono essere ascoltati, riletti e trasformati, e sui social (Facebook e Instagram).
La dimensione teatrale rappresenta ora un ulteriore passaggio: portare fuori dallo schermo un progetto nato anche attraverso strumenti digitali e verificare cosa accade quando quelle parole incontrano una sala, un pubblico e soprattutto una voce umana.
Per Sassano è proprio il silenzio a restare, paradossalmente, il punto di partenza: «Il silenzio è il vero strumento musicale della poesia. Anche quando c’è suono, cerco sempre di lasciare un margine di respiro. Senza silenzio, la parola perde profondità».
PoeSong sarà in scena sabato 3 ottobre 2026 alle ore 20:30 e domenica 4 ottobre alle ore 18:30 al Cine-Teatro Universal di Cosenza.

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