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Ponte di Celico: a quando la riapertura?

Il viadotto Cannavino è chiuso al traffico da quasi tre settimane. Avrebbe dovuto riaprire oggi in senso alternato, ma i lavori hanno subito rallentamenti

Un’ odissea senza fine quella che stanno vivendo i pendolari che quotidianamente attraversano la s.s.107 Silana-Crotonese che collega la città di Cosenza e non solo all’altopiano silano. Il viadotto Cannavino, o per intenderci il ponte di Celico, situato al km 42,700 della strada in questione, è totalmente chiuso al traffico dal 21 Giugno per dei lavori di manutenzione straordinaria.

Da quel giorno la situazione è andata man mano peggiorando: come comunicato dall’ANAS, in seguito alla chiusura sono emerse altre problematiche relative allo stato di ossidazione di alcuni cavi. Allo stesso tempo si è potuto constatare come i cavi di precompressione del viadotto si trovino in una posizione più superficiale rispetto al progetto originario di costruzione. In molti, tra questi il sindaco di Spezzano della Sila Salvatore Monaco, hanno espresso il loro disappunto per il rilento dei lavori che interessano il ponte. Nel corso di queste ultime settimane si è verificato un notevole calo dell’afflusso dei visitatori nelle principali mete turistiche dell’altopiano silano. Senza contare il disagio vissuto dai lavoratori, che giornalmente sono costretti a compiere il tragitto interessato e che devono giocoforza percorrere le vie alternative per giungere a destinazione, con un notevole incremento del tempo impiegato.

E’ bene ricordare, nei termini dell’informazione di servizio, che i veicoli provenienti da Cosenza e diretti a Celico o Crotone, devono obbligatoriamente svoltare all’uscita del chilometro 34,200 (svincolo di Cosenza) in direzione Casole Bruzio e Spezzano Piccolo e riprendere la statale 107 al chilometro 45,450. I veicoli provenienti da Crotone e diretti a Cosenza dovranno prendere l’uscita obbligatoria al chilometro 45,450 e proseguire in direzione Casole Bruzio, Spezzano Piccolo e Cosenza.

Il termine dato dall’ANAS per la chiusura totale al traffico scadeva oggi. Secondo queste direttive, il viadotto avrebbe dovuto riaprire in senso alternato, con un semaforo a regolamentare il traffico in entrambe i sensi di marcia. Constatiamo con amarezza che nulla è cambiato rispetto a ieri e comunicazioni in merito non sono giunte, il passaggio risulta ancora sbarrato e lo stato dei lavori non fa ben sperare. Le conseguenze sul territorio, sulle condizioni di vita dei cittadini e sul turismo della zona sono disastrose e rischiano di diventare drammatiche. La tutela della sicurezza rimane al primo posto, per cui è bene prendersi il tempo necessario per ovviare a criticità del genere, senza però speculare e condizionare le abitudini di una popolazione stanca di questi continui ritardi.

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