Con Sandro Principe abbiamo affrontato alcuni argomenti della prossima campagna elettorale.
Perché è sceso in campo?
Per amore e senso di responsabilità non potevo restare insensibile al grido di dolore e conseguentemente alla fortissima richiesta di un mio contributo per la rinascita di Rende.
Chi è che l’ha sollecitata di più a candidarsi?
Tutti i settori della comunità rendese con un’ampiezza stupefacente che riguarda tutte le generazioni e tutti i ceti sociali.

Dai suoi avversari politici le sono arrivate critiche sull’urbanistica rendese…
Non intendo fare polemiche, né prestare il fianco a basse e puerili provocazioni, che, con una parola dietro l’altra, pensano di truccare la storia.
A chi si riferisce particolarmente?
A chi ha scambiato le aule parlamentari per la piazzetta di qualche ridente paese circondato da faggi e castagni.
Cosa rivendica della storia di Rende?
Sono cofandatore della nuova Rende, unitamente a tanti dirigenti che hanno collaborato ho riempito la città di opere architettoniche di grande pregio, ubbidendo ad un disegno urbano figlio della nostra visione, migliorando la qualità della vita dei cittadini.
Il suo auspicio?
Una certezza: tutto ciò che abbiamo fatto è rimasto nelle menti e nei cuori dei rendesi, che vogliono rivivere quelle stagioni con gli occhi rivolti al futuro.
Vai al contenuto




