La Procura di Salerno ha iscritto Claudio Curreli e Francesco Branda nel registro degli indagati per abuso d’ufficio. E oggi c’è l’udienza per l’ex frate davanti alla Cassazione

Padre Fedele Bisceglia torna a far parlare di sé. L’ex frate cosentino, la cui condanna a 9 anni e 3 mesi per violenza sessuale ai danni di una suora è stata confermata anche in Appello, ha presentato una denuncia contro il sostituto procuratore della Repubblica di Cosenza, Claudio Curreli e il giudice delle indagini preliminari dello stesso Tribunale Francesco Branda.
Ora i due sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Salerno, che per competenza segue il caso, per abuso d’ufficio. Tutto è partito da un’indagine avviata dopo la denuncia della suora in questione, che aveva riferito di essere stata violentata anche a Roma da quattro persone.
Quel filone era stato seguito dalla squadra mobile di Roma e coordinata dal pm Curreli, ora sostituto procuratore a Pistoia, perché comunque collegata a quella di padre Fedele, anche se alla fine era stata archiviata. Una firma, quella sull’archiviazione nel 2010, che secondo i legali di padre Fedele era stata apposta da Branda che nello stesso periodo era anche uno dei giudici che stava processando in primo grado l’ex sacerdote.
Padre Fedele lamentava in particolare il fatto che gli atti di quella archiviazione non fossero finiti nel processo a suo carico, danneggiandolo così potenzialmente, e dopo il processo d’appello aveva inoltrato tramite i suoi legali, gli avvocati Eugenio Bisceglia e Franz Caruso, una memoria presentata ai giudici d’appello ma anche un esposto al Csm, al Presidente della Repubblica e al Ministro della Giustizia.
Nel documento si leggeva tra l’altro: “Duole ravvisare che sia stata disposta l’archiviazione di un procedimento aperto, comprensivo di più sottofascicoli, in chiara, evidente e dichiarata connessione a quello per cui è parola, ma mai acquisiti a quest’ultimo.
D’altro canto, non ci meraviglia che ciò sia nella realtà accaduto, posto che le risultanze istruttorie esperite hanno dato tutte esito negativo, conseguendone una provata inattendibilità delle dichiarazioni della suora che palesemente ha deposto il falso”.
Proprio oggi si apre a Roma, davanti alla Cassazione l’udienza a carico dell’ex frate e la stessa Cassazione è stata anche formalmente informata dell’iscrizione del magistrato e del giudice nel registro degli indagati. Un punto a favore della difesa?
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