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Quei maledetti 10 minuti

Il blackout finale dei lupi in quel di Andria, l’esplosione definitiva di bomber La Mantia, il rammarico per un’occasione gettata al vento.

Cosa è successo nei minuti finali di Fidelis Andria-Cosenza? E’ questa la domanda da un milione di dollari per i tifosi rossoblu. Abbiamo accarezzato un piccolo sogno, abbiamo coltivato una piccola fiammella di speranza che ci avrebbe accompagnato in una lunga settimana di passione. Poi, tutto d’un tratto si è spenta la luce,la paura ha sovrastato qualsiasi altro sentimento. Il gol del 2-3 di Capellini, quei minuti che sembravano non passare mai e allo scadere del tempo il rasoterra di Cianci che ci ha spinti nel baratro della disperazione. Sbigottimento e incredulità si sono impossessati di noi. E’ tremendamente difficile metabolizzare questa delusione. Non si riesce a capire come sia stato possibile gettare alle ortiche il doppio vantaggio contro una formazione che sembrava avere tirato i remi in barca. Nulla da ridire alla squadra. Anche in questa occasione l’impegno per la causa è stato massimale. Viene difficile capire cosa si sia sbagliato.

La Mantia dopo la doppietta ad Andria
La Mantia dopo la doppietta ad Andria

Eppure qualcosa che balza agli occhi di un attento osservatore c’è ed è un atteggiamento tattico a dir poco incomprensibile. Più che da lupi è da polli subire due gol nel finale con una netta inferiorità numerica nella fase difensiva. Una pecca imperdonabile per mister Roselli, che ha fatto dell’ultra difensivismo la sua dote principale. Se è importante non prenderle sullo 0-0, è vitale non prenderle sull’1-3, per giunta in casa di una squadra che non ha mai subito così tante reti tra le mura amiche. E così, anche ieri, come in altre occasioni, è stato indossato un abito sbagliato nella situazione sbagliata. Rimangono tuttavia altri 90 minuti di flebilissime speranze. Chi non crede nei miracoli ha già riposto i propri sogni nel cassetto. Vincere con un Ischia già rassegnato ai playout e sperare nell’imponderabile.

Per non farci trovare impreparati teniamoci comunque pronti a inviare casse di pregiato champagne a Pagani. La mente però deve essere già rivolta al futuro. Chi deve fare parte di questo futuro è il bomber principe della squadra. Andrea La Mantia ha toccato quota 11 realizzazioni stagionali, non male per chi è partito spesso dalla panchina ed è stato tempestato da diversi guai fisici. Il popolo rossoblu, anche dai social, chiede a gran voce la sua riconferma. Da lui, e da molti altri degni interpreti di una stagione comunque importante e ricca di soddisfazioni, bisogna ripartire. Siamo così giunti ai titoli di coda e alle considerazioni del dopo, pur saltando il finale. Ancora una settimana per sapere se dover riavvolgere la pellicola e cambiare tutto. In fondo c’è chi crede nei miracoli perchè dice di averli visti.

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