– A cura di Stefania De Cindio –
L’inizio, la fine.
Tutto sempre così “perfettamente giusto” tutto così “profondamente sbagliato“.
Viviamo inseguendo qualcosa che rimandi il momento del finale, ma inevitabilmente quel finale ci sarà.
C’è chi guarda al cielo pensando ci sia qualcosa di confortevole ad aspettarci, e chi invece quel cielo, lo vede solo blu…ma forse quel cielo blu è pure confortevole.
Il vento soffia e mi accarezza la pelle.
Sono sulla cima del mondo, sotto di me il vuoto.
Confusione, paura, sono le sensazioni che affollano la mente. Necessità e voglia di capire, spiegare quell’infinito sotto di me, riuscire a toccare con le mani tutto l’irraggiungibile. Ma senza magia questo non è possibile, senza crederci certe cose non succedono, senza la fantasia non si vola così in alto. Ma come posso credere in qualcosa di impossibile, come impossibile per me è spiccare il volo…
Il vento soffia, mi accarezza la pelle, e sulla cima del mondo ti sento più vicino.
Non ho molto da spiegare.
Io non ho e non cerco risposte, io ci credo alla magia, io mi avvolgo nel tuo abbraccio, io ti parlo anche se tu non ci sei.
Per me l’infinito sei tu.
Tu sei dietro tutte le mie domande, tu sei la mia risposta, perché io credo a quella magia, perché io con te ho imparato a volare.
Ti osservo disteso con le braccia unite al petto.
Le pareti della stanza sono bianche, come bianco è ora il tuo volto, immobile.
Il tuo cuore non batte più, ti guardo…e so che sarà l’ultima volta che lo farò.
I tuoi occhi già mi hanno detto addio, non potrò ascoltare l’armonia delle tue parole, sentire le diverse tinte della tua voce, non potrò riscaldarmi con il calore della tua pelle, non sarai più con me, non sei più con me.
Non c’è una ragione a tutto questo, un motivo per questo non può esistere…eppure è così.
Questa si chiama fine.
Disteso con le braccia che si stringono intorno alla tua anima per non farla scappar via.
Sul tuo volto sereno, colgo un sorriso…il sorriso di chi ci ha lasciati ma che resterà sempre con noi. Io ti rivedrò, non oggi, ma domani ascolterò di nuovo la tua voce calda, come caldo è questo giorno, perché la morte per me non porta freddezza, perché la fine ci allontana solo per un po’ ma non è per sempre.
Io lo so ti rincontrerò, io potrò riabbracciarti, non sarà oggi, ma un domani potrò farlo, perché io ci credo, sarà da matti, ma un giorno io e te sederemo allo stesso tavolo a mangiare, perché la magia esiste.
Passi.
Uno dopo l’altro si susseguono, inseguono altri passi.
Ascolto in silenzio i rumori della natura.
E’ mattina, il sole sta sorgendo.
Il giallo si mescola con il rosso, a dar vita al gioco di luci che invade il buio che pian piano si spegne.
Sono giorni che cammino, forse è una vita che lo faccio.
Cerco risposte, mi pongo domande, non trovo risposte, ma alcune sensazioni mi avvicinano a qualcosa di lontano.
Lo percepisco nell’aria, mi giro, mi volto, ma alla fine non trovo mai nulla…resta solo questa piacevole sensazione di anima.
“STO CAMMINANDO CON TE E NON MI VEDI.
TI SEGUO, MA FAI FINTA CHE IO NON CI SIA.
LENTAMENTE, CON DELICATEZZA INVADO I TUOI SPAZI, CALPESTO I TUOI PASSI, SONO CON TE, MI ALLONTANI…ALLA MAGIA PROPRIO NON VUOI CREDERCI, EPPURE QUELLA MAGIA PER TANTI ESISTE, MA TU SEI OSTINATO, TU VUOI DELLE RISPOSTE, TU VUOI QUELLE SPIEGAZIONI, MA QUELLE SPIEGAZIONI NON ESISTONO, DEVI SOLO PROVARE A CREDERCI, DEVI IMPARARE AD ASCOLTARE QUEL SILENZIO CHE ACCOMPAGNA I TUOI PASSI DA TANTO, TROPPO TEMPO”.
Finalmente ti vedo…ci incontriamo, ci incrociamo, ti guardo e so che ci sei, ma per quanto tempo ti sentirò con me?
Per quanto i tuoi passi incroceranno i miei?
Per quanto sentirò su di me il profumo di questa magia?
“PER SEMPRE.
I MIEI PASSI NON FANNO RUMORE…I MIEI PASSI SONO I TUOI PASSI”.
Forse in fondo un po’ di magia esiste, ognuno la identifica in qualcosa, la magia di un tramonto, la magia della fede, di un abbraccio, la magia di non farsi tante domande.
Chiudere gli occhi e crederci.
Perché è così, senza bisogno di un motivo, priva di senso…perché la magia è magia.
[Faccio a pugni con te,
poi ti vengo a cercare.
Benedico e ringrazio,
e maledico il mondo com’è
e mi domando perché…
ti dovrei chiamare,
tutte le volte che passi
e ti fermi lontano… lontano da me.
da TI LEGGO NEL PENSIERO – F.sco De Gregori]
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