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COSENZA CALCIO - FOTO Andrea Rosito

La corsa play off passa da Catanzaro, Cosenza provaci!

Mai come quest’ anno, la differenza tra un stagione da negativa e una eclatante è sottilissima, come la differenza tra il Brescia,attualmente ottavo e il Cosenza di Viali,squadra del momento della B assieme al Como. A una settimana dallo scontro finale sul Lario, che potrebbe dire tutto o niente a seconda degli sviluppi di domenica prossima.

Complicata,tardiva,folle, la rincorsa rossoblù verso un play off agguantabile prima e meglio. Ma non per questo da scartare come un cioccolatino al veleno a due giornata dalla fine.

Se la prospettiva di un posto al sole era diventata quasi usuale nel corso delle prime giornate della gestione Caserta (soprattutto dopo il successo di prestigio a Palermo), la zona spareggi è via via diventata una chimera, per una squadra prigioniera di gabbie tattiche ed esperimenti poco convincenti ( a parte il primo Voca trequartista), e in continua metamorfosi di risultati: 5 risultati utili in 6 gare prima del binomio fatale 110-Derby, poi 2 mesi a secco di vittorie.

E adesso? Adesso che tutto è più chiaro,che la città si è ricompattata attorno ai Tutino boys chiedendo , anche lungo le sue strade, la conferma di Gennaro (da interpretare quelle lacrime a fine gara!), che l’undici da schierare è scritto nella pietra, che anche la vecchia guardia (D’Orazio) è tornata a ruggire a suon di gol e assist e la vetrina di Calo’ e Forte è tornata a luccicare, pare mancare l’ingrediente fondamentale alla riuscita dell’ennesima impresa: il tempo.

Solo due giornate, sei punti,  almeno tre- quattro da recuperare a Samp e Brescia, che ormai tirano a campare a suon di pareggi e vittorie stentate, ma che conservano con tenacia il tesoretto degli scontri diretti ( e li’ i rammarici si decuplicano).

Tornando al successo salvezza di Ascoli, i lupi continuano a progredire in termini di tenuta difensiva, accettando di buon grado e con più maturità, anche quegli sbalzi di intensità che spesso portano avversari aggressivi come l’Ascoli a farsi pericolosi.

La sofferenza è marchio di fabbrica, si sa, ma anche stavolta le assenze non hanno scombussolato il gruppo. E pure il rientro dopo tempo immemore di Marson,emozione a parte, è stato ben attutito dai compagni che hanno costantemente offerto una spalla al pipelet friulano.

Tra l’altro, a dimostrazione della ritrovata solidità, c’è il dato che vede i lupi mantenere per la prima volta in questa stagione un vantaggio a corto muso maturato nel primo tempo. Ci avevano provato tante, troppe volte, senza mai riuscire. Con queste credenziali, sperare nella previsione più ottimistica, che vede i lupi chiudere a 51 punti, non è fantacalcio.

Tuttavia, le considerazioni sull’optimum dei lupi si fermano qui, perché poi c’è il resto della partita da giocare, quella che dipenderà esclusivamente dagli altri campi.

Se i risultati di ieri pomeriggio di Piacenza e Lecco sembrano infatti aver tarpato le ali a reali prospettive play off, restano tuttavia in piedi un paio di strade. Che le lacrime d’amore di Gennaro e il fattore gruppo impongono di seguire.

La prima porta a Bari, a casa di una squadra alla disperata ricerca di punti, e che all’ultima giornata accoglierà un Brescia ormai abbonato a soli pareggi ma che verosimilmente avrà colto i 3 punti nel “derbyno” lombardo contro il Lecco. Opzione poco verosimile, perché le rondinelle di Bisoli (ieri 2 gol) non potranno  accontentarsi di fare 2 punti e dovranno incamerarne almeno 4, se non 6, dovendo guardarsi le spalle anche da Reggiana e SudTirol che, salvo sorprese, non sembrano avere dalla loro il calendario.

Altra strada tortuosa, ma paradossalmente  percorribile, è quella che porterebbe nientemeno che a Catanzaro, laddove la Samp, che nel frattempo non dovrà aver battuto la Reggiana in casa, andrà a caccia quantomeno di un punto per mettersi al riparo.

COSENZA CALCIO - FOTO Andrea Rosito
COSENZA CALCIO – FOTO Andrea Rosito

Se ciò non avvenisse, potrebbe essere proprio il Catanzaro a “scegliere” ( se fallisse l’aggancio al quarto posto) quale squadra affrontare da eventuale quinta classificata, schiudendo le porte play off a una delle outsider.

Insomma,un risiko affascinante a cui il Cosenza guarderà per altre 72 ore, con quella folle leggerezza tipica del gregario pronto a prendersi il meritato riposo dopo aver tirato la volata salvezza, e però sempre sui pedali.

72 ore ancora, immersi in un limbo temporale che dalla soddisfazione per la riconferma in B condurra’ alla sfida contro uno Spezia in netta crescita e bisognoso di punti.

Qualunque strada si imbocchi, la squadra merita di essere accompagnata verso il suo destino con gli applausi che quelle lacrime d’amore e lo stato di sana follia proclamato da Viali meriterebbero.

E che Cosenza, e con essa il Cosenza che verrà, dovranno saper valorizzare. Da subito.

 

 

 

 

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