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Record Cosenza: dopo undici giornate il campionato non è ancora iniziato

Il titolo dell’articolo potrebbe sembrare troppo forte. Tuttavia, esso riflette lo stato d’animo di un’intera tifoseria che, da troppo tempo ormai, assiste attonita ed impotente al consumarsi di situazioni tragicomiche. Il Cosenza si appresta a giocare nuovamente tre partite in una settimana (contro Fondi, Akragas e Juve Stabia) che diventano decisive per il futuro prossimo, anche perché dopo questo mini – ciclo andrà in scena il derby di Calabria contro i tanto amati catanzaresi. Ma per quante volte nell’arco di questo torneo si è detto di partite fondamentali e della svolta? Di primo acchito direi sempre, in occasione cioè di ogni partita dei lupi successiva ad una prova deludente.

È vero, in queste undici giornate di campionato vi è stato l’avvicendamento sulla panchina rossoblù tra Fontana e Braglia e ciò significa che servirà altro tempo per poter raccogliere i frutti del lavoro impostato dall’attuale allenatore. Però, dopo le grandi sofferenze dello scorso anno, determinate da colpevole confusione e disorganizzazione a livello societario, si sperava e si credeva davvero che questo potesse essere l’anno della lotta seria per un posto in cadetteria. E invece, probabilmente, la crisi dello scorso campionato ha creato una molteplicità di crepe in seno alla struttura societaria che, a loro volta, hanno prodotto le strane vicende dell’attuale stagione: un progetto, quello di Fontana, subito fallito che rischia di procrastinare sine die la paralisi calcistica rossoblù.

Lecce-Cosenza (photo Pinto)
Lecce-Cosenza (photo Pinto)

Per ora, le discutibili scelte del presidente Guarascio e del d.s. Trinchera hanno permesso di centrare il non invidiabile record di aver ammazzato il campionato senza averlo mai giocato sul serio. Quantomeno le ambizioni di vertice iniziali si sono immediatamente sciolte come neve al sole. Un Cosenza costantemente alla ricerca di una identità definitiva, quindi anonimo. I timidi segnali di ripresa che si intravedono da quando è Braglia a reggere il timone sono stati troppo spesso oscurati o non apprezzati compiutamente a causa di troppi fattori negativi: “na vota simu polli e ni facimu i gol suli, atri vote simu sfurtunati, ergo l’atri fannu culate, e pigliamu gol ara prima menza occasione”.

Possiamo pensare e rimuginare sui motivi dell’attuale e desolante terzultimo posto in classifica ma il dato concreto è che il Cosenza ha, simultaneamente, il peggior attacco e la peggior difesa del campionato. Credo sia arrivato veramente il momento di invertire la rotta con decisione, anche perché l’organico a disposizione di Braglia, seppur incompleto e carente di gente con determinate qualità, non è proprio da buttar via, anzi… È scoccata l’ora dei punti pesanti e non ci sono più attenuanti. Poi a gennaio si traccerà il primo bilancio stagionale e probabilmente cadrà qualche testa di Campione.

Federico Perri, libero pensatore.

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