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Referendum Città Unica Cosenza: i dati

Referendum Città Unica Cosenza, vincono in due: l’astensionismo e il No

25mila persone residenti a Cosenza, Rende e Castrolibero si sono recate alle urne, aperte in 126 sezioni, esprimendo il proprio voto per la fusione dei tre comuni ma gli aventi diritto erano molti di più, quasi quattro volte.

Per la precisione, hanno votato 24.968 dei 95.965 aventi diritto per una percentuale pari al 26,02 di cui 12.089 donne su 50.572 pari al 23,90 % e 12.879 uomini su 45.383 pari al 28,38 %.

In particolare, alle ore 12 di domenica 1 dicembre ha votato il 7,42% degli aventi diritto, alle 17 il 17,17% ed infine, in chiusura seggi, alle ore 21, l’affluenza si è attestata al 26,02%.

Un dato che al termine delle operazioni di voto ha visto la città di Cosenza rispondere più timidamente rispetto a Rende e Castrolibero con un’affluenza bassissima. Hanno votato a Cosenza 10.655 elettori su 55.716 aventi diritto al voto, pari al 19,12%. A Rende, dove gli aventi diritto al voto erano 32.082, hanno votato 10.652 elettori, pari 33,20%.

Referendum Città Unica Cosenza: i dati
Referendum Città Unica Cosenza: i dati

Infine, Castrolibero ha fatto registrare l’affluenza più alta con il 44,78% dei voti, dato maturato dai 3.657 votanti su 8.167 aventi diritto. Senza dubbio, il dato dell’affluenza certifica la distanza fra le volontà politiche di chi governa e l’elettorato, riscontrato anche dall’esito del quesito referendario.

Il 41,02 % degli elettori, pari a 10.241, ha votato per il SI mentre a votare per il NO è stato il 58,23%, pari a 14.539. Sono risultate inoltre, 34 schede bianche (pari allo 0,14%), 131 schede nulle (0,52%) e nessuna scheda contestata.

A Cosenza il Si ha fatto registrare 7.406 voti, pari al 69,48% degli aventi diritto. Per il No hanno votato 3.139 elettori, pari al 29,45%. Sono risultate 87 schede nulle, pari allo 0,82% e 14 schede nulle, pari allo 0,13%.

A Rende a prevalere come da pronostico è stato il No con 8.674 voti pari all’ 81,43% degli aventi diritto mentre hanno votato per il Si, 1930 elettori pari al 18,12%. Le schede nulle sono state 33 pari allo 0,31%, quelle bianche 9, pari allo 0,08%.

Castrolibero, in percentuale, è il Comune che ha partecipato maggiormente al doppio quesito referendario. I cittadini castroliberesi che si sono recati alle urne scegliendo il No sono stati 2.726 pari al 74,54%. Hanno votato per il Si, 905 elettori, pari al 24,75%. Le schede nulle sono state 11 (0,30%) al pari di quelle bianche con stessa percentuale.

Il secondo quesito chiedeva, a prescindere dal voto per il Si o per il No alla fusione delle tre città, di esprimersi sulla denominazione del Comune derivante dalla fusione di Cosenza, Rende e Castrolibero. Per questo secondo quesito si sono espressi 9.832 elettori.

L’opzione “Cosenza” è stata quella che ha prevalso, con 6.659 voti, pari al 67,73%. “Cosenza Rende Castrolibero” è stata scelta da 1.175 elettori, pari all’ 11,95%. Infine, la denominazione “Nuova Cosenza” è stata votata da 1.998 elettori, pari al 20,32%.

Un altro dato abbastanza curioso è relativo ai 23 elettori (pari allo 0,09%) che non hanno votato il quesito principale per la fusione, ma comunque hanno dato una indicazione sulla scelta del nome della città.

In definitiva, ha vinto l’astensionismo perché si pensava che una tematica di questo tipo riuscisse a portare un numero di cittadini molto più rilevante rendendo la partecipazione degli elettori attiva nelle scelte, solitamente demandate alla politica, ed invece si è fermato a un quinto degli aventi diritto. Infine, ha vinto il No, perché in ogni caso, il dato appare nettamente inequivocabile.

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