Giovanni Maria De Stefano e quattro uomini ritenuti appartenenti alla cosca De Stefano che opera sul territorio di Reggio Calabria sono stati arrestati in base al provvedimento della Direzione Distrettuale Antimafia

Si tratta del 39enne Giovanni Maria De Stefano, detto ‘Il Principe’, Fabio Salvatore Arecchi (38 anni); Francesco Votano (27 anni ), Vincenzo Morabito, detto ‘Dino’ (47 anni ) e Arturo Assumma (30 anni), tutti accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione ed intestazione fittizia di beni, reati aggravati dalle finalità mafiose.
È il risultato di due distinte inchieste, una incentrata proprio sulla figura di Giovanni De Stefano, ritenuto erede della famiglia mafiosa rimasto in libertà e che avrebbe diretto la cosca sul territorio e l’altra in seguito alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Enrico Derosa in relazione alle attività estorsive ai danni della Cobar, azienda che si occupava dei lavori di ristrutturazione del Museo Archeologico della Magna Grecia di Reggio Calabria.
Secondo gli investigatori, le indagini avrebbero dimostrato come la cosca agisse “con speciale autorevolezza criminale nella zona di centro della città”, intimidendo le sue vittime. E durante la carcerazione di Orazio e Paolo Rosario De Stefano, arrestati dopo lunghi periodi di latitanza, come il maggiore dei figli del defunto ‘don Paolo’, Carmine De Stefano, la reggenza del clan sarebbe passata a Giovanni Maria Destefano, al quale viene contestato il ruolo di capo delle azioni e delle strategie della cosca. Inoltre Giovanni Maria De Stefano, Vincenzino Zappia, Demetrio Sonsogno, Vincenzo Morabito, Arturo Assumma rispondono anche dell’accusa di estorsione aggravata ai danni Cobar.
Secondo la Direzione Antimafia per tutti gli arrestati sussisteva il pericolo di fuga e quindi è scattato l’arresto.
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