Ancora aperta la corsa per il candidato come presidente regionale, con la coppia Magorno-D’Attorre pronta a proporre un nome alternativo
Rimane ancora apertissima la corsa alle candidature per le prossime elezioni regionali in Calabria, soprattutto per la scelta dei nomi come nuovo governatore generale. No si sottrae in questo il Pd che però ora sembra convergere sul nome di Massimo Canale che potrebbe a sorpresa scavalcare Mario Oliverio.

Una candidatura fortemente sponsorizzata dalla coppia Magorno-D’Attorre ma che raccoglie altri consensi, come quello di Demetrio Naccari Carlizzi: “L’area renziana di Reggio a partire da me e Demetrio Battaglia ha dato via libera alla candidatura di Canale. Se è lui la soluzione noi siamo disponibili, non abbiamo alcuna remora». Ma Nicola Adamo è cauto: «Ho la sensazione che chi dice di aver vinto il congresso ha fallito, non è in grado di proporre né uno straccio di programma, né un nome per il presidente della regione. Adesso si vuole strumentalizzare il nome di Canale col chiaro intento di contrapporlo a Mario Oliverio e invece di pensare a vincere e governare bene la regione si ricorre a tatticismi ritorsivi all’interno del Pd”.
Grandi manovre che in realtà per ora non hanno prodotto unità d’intenti. Dalla parte di Oliverio di dovrebbero essere padrini importanti come Adamo, ma anche Nino De Gaetano, Carlo Guccione e probabilmente Enzo Ciconte mentre Sandro Principe, Antonio Scalzo e Piero Amato appoggerebbero Mario Maiolo.
E Mimmo Bevacqua, leader di ZonaDem, ha scritto una lettera a Magorno nella quale esprime le sue riserve: “Mi sarei aspettato, all’indomani della decisione assunta dal governo di impugnare parte delle modifiche apportate allo statuto da parte del consiglio regionale in data 3 giugno (in particolare quella relativa alla figura del consigliere supplente) e soprattutto alla luce della lettera inviata dal Ministero degli affari regionali in merito all’osservazione sulla soglia di innalzamento ritenuta troppo alta, una levata di scudi da parte dei partiti della coalizione e dei gruppi consiliari d’opposizione. Allora ci chiediamo: vogliamo essere anche noi complici colpevoli di fronte all’irresponsabilità di un centro destra che, pur di sopravvivere, tenta di prolungare la vita di questa esperienza amministrativa morta e sepolta invece con le dimissioni di Scopelliti?”.
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