Continua la polemica tra i lavoratori Almaviva e la società, che intende proseguire nel trasferimento di ben 295 operatori; “Trasferimenti uguale licenziamenti” denunciano i cartelli di protesta

Così, a partire da martedì, Almaviva intende proseguire nel trasferimento di 295 operatori da Palermo a Rende. I coinvolti però continuano la protesta, complici famiglie e difficoltà che la società non ha preso in considerazione. “Trasferimenti uguale licenziamenti” è quanto si legge sui social e sui cartelli esposti nei numerosi cortei.
I sindacati, in prima linea nel braccio di ferro con la società, in una missiva inviata al viceministro Teresa Bellanova, chiedono una convocazione urgente “per evitare – scrivono le Rsu e le segreterie provinciali di Fistel Cisl, Slc Cgil, Uilcom Uil e Ugl – questo scempio e dramma sociale”.
Mentre l’azienda rincara la dose attraverso una breve nota: “Con riferimento alla situazione di Almaviva Contact a Palermo, ancora una volta le organizzazioni sindacali deformano la verità accreditando oggi presunti impegni in relazione alla tempistica dei trasferimenti di personale dalla sede di Palermo”
“E’ ora di attuare gli impegni presi sia ai tavoli al Mise che nei tavoli comunali e regionali – dichiara il segretario Slc Cgil Palermo, Maurizio Rosso – i lavoratori Almaviva Palermo sono disperati perché non sanno come affrontare questo trasferimento disastroso per le loro vite”. Nei prossimi giorni indiremo assemblee per definire insieme ai lavoratori le iniziative da adottare. “Non c’è più tempo, il governo intervenga con azioni concrete, non è più il tempo degli annunci o dei buoni propositi”.
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