Il laboratorio Filorosso replica a muso duro al Movimento 5 Stelle e a Rifondazione Comunista dopo il voto sul regolamento. «Attacco all’assessora e alla nostra storia».
L’approvazione da parte del Consiglio comunale di Rende del Regolamento per il funzionamento dei Centri di aggregazione sociale sta avendo un doppio merito: da una parte quello di mettere al centro dell’attenzione pubblica il tema della socialità fino a ieri ignorato, dall’altra ha fatto emergere tutta la demagogia e la malafede di alcune compagini politiche locali.
Interveniamo nuovamente per amore della verità ed a difesa della nostra storia, poi lasceremo a chi è stato eletto il compito di dimostrare con i fatti l’appropriatezza e l’efficacia del modello di gestione individuato per i Centri di aggregazione. La verità è che l’attacco politico portato in Consiglio comunale da Cinquestelle e Rifondazione Comunista non era rivolto al Regolamento: chiunque leggendo il testo potrà facilmente comprendere quanto sia falsa e fuorviante la lettura che ne hanno dato. La verità è che l’attacco era rivolto all’assessora che l’ha proposto e alla storia da cui proviene. Noi ci stiamo solo difendendo.
Certo, fa sorridere che l’esponente di un partito nato sfanculando mezzo mondo si senta intimidita dai toni della discussione, ma vogliamo comunque rassicurare la consigliera Gallo che non ce l’abbiamo con lei (il suo voto contrario resta vergognoso ma legittimo); noi ce l’abbiamo con quei quattro burocrati che prima l’hanno pompata inducendola in errore e oggi le esprimono solidarietà. Piccoli segretari senza segreterie, responsabili di un fallimento elettorale dopo l’altro, che anziché fare un bagno di umiltà e compiere uno sforzo di analisi politica, si allontanano sempre di più dai bisogni reali che dovrebbero rappresentare.
Dove sta l’errore. Qui c’è un’amministrazione comunale che sta riaprendo (dopo anni) i suoi centri sociali attraverso un impegno diretto, ponendosi come garante del funzionamento, del coordinamento, della partecipazione, delle pari opportunità. L’unico contributo previsto è per il teatrino del centro sociale Lanzino, 100 euro ridotti a 50 per le associazioni e gratuità in caso di co-progettazione. Tutti gli altri spazi vengono concessi gratuitamente. La domanda è: perché mai un partito o un ordine professionale non dovrebbe contribuire alle spese di gestione dei Centri versando una piccola quota nelle casse comunali? Il Comune siamo tutti noi, tutti dovremmo contribuire alla sostenibilità delle strutture e dei servizi, “da ciascuno secondo le proprie possibilità ed a ciascuno secondo i propri bisogni”.
Sembra che i compagni abbiano smarrito le basi della propria cultura politica oppure la loro visione deriva dal fatto che non hanno mai amministrato neanche un condominio oppure nell’intervento che la consigliera ha letto in aula c’erano solo acredine e pregiudizio contro di noi.
Ed eccoci dunque, a concedervi ancora qualche istante di visibilità. Non rinneghiamo nulla del nostro percorso, Filorosso ha sostenuto Manna (senza esprimere candidature) quando questi non era ancora sindaco, ma se n’è allontanato all’indomani della vittoria, capendo subito che direzione sciagurata stava prendendo il governo della città. Al contrario di quanto affermano questi quattro bugiardi che vivono fuori dalla realtà, non siamo mai stati “sostenitori attivi dell’amministrazione Manna”, anzi nel 2019 ci siamo candidati contro.
Oggi rimaniamo dalla parte giusta della storia, perché ci siamo arrivati con tutta la consapevolezza e la maturità che la fase richiede. Fuori e dentro, liberi e pensanti, al servizio della comunità.
Non un passo indietro quindi, neanche per prendere la rincorsa.
Filorosso ‘95

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