L’imprenditore 64enne da anni era nel mirino della Finanza. Avrebbe percepito fondi comunitari per un’attività commerciale mai avviata in provincia di Cosenza
Un imprenditore campano, originario di Avellino, è stato arrestato dalla Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cosenza, coordinata dal Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Franco Giacomantonio, nell’ambito di un’inchiesta sul riciclaggio internazionale.

Le indagini sono partite dopo una segnalazione dell’Autorità Giudiziaria svizzera alla Procura di Castrovillari relativa alla presenza su un conto corrente, intestato all’indagato ed acceso presso la filiale di Zurigo di una banca svizzera, della somma di 530 mila euro, quasi interamente riconducibile a fondi comunitari. Dopo le opportune verifiche della Finanza è emerso che la somma è stata indebitamente percepita da una società informatica che avrebbe dovuto avviare, con provvidenze pubbliche, un’attività di riproduzione di supporti video nel comune cosentino di Morano Calabro.
La società era stata già oggetto, in passato, di indagini da parte della Compagnia della Guardia di Finanza di Castrovillari che aveva accertato la mancata realizzazione del programma di investimento agevolato ma anche come la società non sia mai stata operativa e che i beni mai acquistati, oggetto di sovvenzioni pubbliche, non erano mai pervenuti nell’azienda.
Nel 2011 la Corte dei Conti dopo aver rilevato la sussistenza del danno erariale, aveva condannato il rappresentante legale della società, un 57enne di Benevento, al pagamento all’Erario della somma indebitamente percepita a titolo di finanziamenti pubblici, ma le indagini non si sono fermate, consentendo di accertare che l’indagato, per ostacolare l’identificazione della provenienza illecita e far perdere le tracce delle movimentazioni di denaro, aveva trasferito in Svizzera la somma dai conti della società tramite una società portoghese che aveva emesso numerose fatture per operazioni inesistenti con pagamenti eseguiti sul conto corrente bancario segnalato dagli inquirenti elvetici.
Alcuni mesi fa era stato disposto il sequestro di immobili, a Milano e Avellino, per un valore pari a 950 mila euro, riconducibili alla famiglia dell’indagato e ora sono stati sequestrati anche buoni di risparmio bancari per oltre 120 mila euro intestati alla figlia dell’uomo.
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