La nota diffusa da Rinnovamento e Futuro, gruppo consiliare di minoranza del comune di Cerisano:
“L’articolo pubblicato dalla Gazzetta del Sud (edizione di martedì 11 Agosto 2020) ha certificato che il vero pericolo numero uno per Cerisano è il Sindaco Lucio Di Gioia.
No, non è ironia e vi spieghiamo il perché, in maniera dettagliata, attraverso il suo modus operandi partendo dal 2013. Nel mese di giugno di quell’anno una delegazione consiliare fece visita al comando provinciale dei Carabinieri e dalla cordiale discussione che si tenne emerse che a Cerisano si registravano eventi di una certa rilevanza con il contagocce e che pertanto veniva considerato dall’arma uno dei paesi più sicuri della provincia di Cosenza. A quell’incontro, giusto per la cronaca, parteciparono elementi dell’allora maggioranza targata Mancina e il consigliere di opposizione Zecca (gruppo consiliare Cerisano Mia). Di Gioia (gruppo consiliare Primavera Cerisanese) assente, perché, probabilmente, aveva altro a cui badare.
Da allora sono passati sette anni, un lasso di tempo in cui le cose potrebbero essere cambiate in peggio, nessuno lo mette in dubbio ma vorremmo che il Sindaco rispondesse a queste semplici domande: dal 2013 al 2020 quante rapine ci sono state a Cerisano? Quanti scippi? Quanti furti d’auto? Quante estorsioni? Quante case sono state svaligiate? Quante risse si sono verificate? Andando a memoria la risposta è vicina allo zero! Non è forse pericoloso un primo cittadino che mette alla berlina i propri amministrati senza tenere conto di quanto sopra?
Gli schiamazzi notturni e la guida pericolosa non possono fare di Cerisano un paese poco sicuro anche perché sono facilmente risolvibili, in primis facendo ricorso al dialogo che un Sindaco, dotato di buonsenso, dovrebbe avere con i compaesani, con gli avventori e con i Carabinieri della nostra stazione. Capitolo droga. Sicuramente si tratta di un fenomeno talmente diffuso e capillare da non rendere immune nemmeno il nostro borgo e se a Cerisano c’è un “Cartello di Medellin”, il Sindaco avrebbe dovuto immediatamente incontrare le autorità competenti affinché intervenissero. Così facendo, invece, si corre il rischio di mettere in guardia questi spacciatori o peggio ancora di interferire su una ipotetica indagine in corso.
Il Sindaco è pericoloso per Cerisano, sempre più a rischio spopolamento e uscito economicamente a pezzi dal lockdown dovuto al Covid-19, anche perché buttando fango sul paese le conseguenze potrebbero essere altra emigrazione e blocco della vendita degli immobili: chi acquisterebbe casa in un posto definito poco sicuro dal proprio primo cittadino?
Con i festeggiamenti civili in onore della Madonna del Carmine e di San Lorenzo non tenutisi e con il rischio che lo stesso avvenga per la Madonna del Rosario e per l’organizzazione del Festival delle Serre, ci saremmo aspettati una sua dichiarazione in perfetta armonia con le peculiarità del turismo di prossimità, con la quale si poteva invitare la gente di ogni dove a venire a bere qualcosa di fresco nei nostri accoglienti bar, a degustare le pizze servite all’aperto, a passeggiare nel nostro centro storico sovrastato da Palazzo Sersale, a visitare le nostre chiese, ad acquistare i prodotti a Km zero dei nostri contadini e dei mastri casari, e via discorrendo.
Invece ha ottenuto l’effetto contrario, finendo per dissuadere i visitatori preoccupati per la propria incolumità e a scatenare tanto malcontento tra i cerisanesi e tanta ironia mista a rabbia che molti giovani hanno giustamente manifestato sui social, accusando il Sindaco di aver dipinto Cerisano come Scampia. A questi giovani va il nostro plauso perché hanno richiamato, in questo modo, maggiore attenzione da parte delle istituzioni nei loro confronti e fornito un assist al Sindaco, il quale dovrebbe prendere spunto dal grande Ciro Corona per meglio approcciarsi ai problemi del nostro territorio, che, per fortuna non sono della stessa portata.
Inoltre, non esoneriamo dalle proprie responsabilità i componenti della sua maggioranza, i quali avrebbero potuto e dovuto prendere le distanze anche esprimendo solidarietà ai carabinieri, tirati in ballo nell’articolo con l’accusa di non intervenire e di non effettuare i dovuti controlli. Ai militari della stazione dei Carabinieri di Cerisano va il nostro pieno sostegno, perché certi della bontà del loro operato.
Chiudiamo invitando noi le amiche e gli amici di ogni angolo della regione a venire a Cerisano, forti di una certezza: ritornerete più e più volte”.
Vai al contenuto




