Sgominata una banda di otto persone, tra cui due donne, che chiedevano soldi alle vittime per le auto rubate tra Cosenza e Rende per la loro restituzione
È di otto misure cautelari nei confronti di sei uomini e due donne il bilancio dell’operazione che i Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno portato a termine nella mattinata di oggi, martedì 19 maggio, contro soggetti accusati di ricettazione, estorsione, false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria e favoreggiamento personale.
I carabinieri hanno agito coordinati da un’ordinanza che è stata emessa dal Gip di Cosenza su richiesta del Pm Antonio Bruno Tridico e le indagini, portate avanti dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, hanno consentito di interrompere un traffico che vedeva coinvolti i cosiddetti “cavalli di ritorno”.
In pratica gli arrestati, secondo l’accusa, dopo aver acquistati veicoli rubati nelle vie cittadine di Cosenza e Rende, si mettevano in contatto via telefono con le vittime del furto per chiedere una somma di denaro commisurata al valore del bene rubato, in modo da favorirne la restituzione.
I provvedimenti del tribunale prevedono la custodia cautelare in carcere per sei persone – tra loro anche le due donne – gli arresti domiciliari per un settimo soggetto e l’obbligo di presentazione alla Polizia per l’ultimo.
Ad essere colpiti da custodia cautelare i seguenti soggetti:
Zoubir Hamid, già in carcere;
Teglas Dorin Adrian;
Berlingieri Leonardo;
Berlingieri Patrizia;
Manzo Anna;
Abruzzese Franco;
Trinni Ivan;
Santoianni Vincenzo.
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