Il “Comitato provinciale di Cosenza dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano” tra memoria, ricerca e impegno per il presente
Di Anna Maria Ventura
Nel 1936 nasceva il Comitato provinciale di Cosenza dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. La sua fondazione, avvenuta il 30 novembre di quell’anno, collocava il territorio cosentino all’interno di una rete nazionale di istituti chiamati a custodire, studiare e divulgare la storia del processo risorgimentale, secondo un modello organizzativo che riconosceva ai territori un ruolo centrale nella costruzione della memoria nazionale.
Fin dagli esordi, il Comitato di Cosenza mostrò una spiccata vitalità. Nei primi anni di attività furono promosse ricerche documentarie, recuperi di archivi privati, raccolte di cimeli e iniziative pubbliche che intendevano valorizzare il contributo della Calabria e, in particolare, del Cosentino alle vicende risorgimentali. In questo contesto si collocano le solenni celebrazioni dei martiri cosentini del 1844, culminate nel 1937, che rappresentarono uno dei momenti più significativi della prima fase di vita del Comitato.
Tali iniziative, pur inserite nel clima ideologico del tempo, contribuirono a riportare al centro del discorso pubblico figure, eventi e luoghi spesso trascurati dalla narrazione nazionale.
Lo scoppio della Seconda guerra mondiale determinò una brusca interruzione delle attività. Come per molte istituzioni culturali, il conflitto segnò una fase di silenzio e sospensione. Ma fu nel secondo dopoguerra, con la nascita della Repubblica, che il Comitato di Cosenza poté ridefinire profondamente il proprio ruolo. Liberato dal peso della retorica celebrativa, l’Istituto avviò una stagione nuova, improntata a una lettura critica del Risorgimento, inserita nel più ampio quadro della storia democratica del Paese.
Negli anni della ricostruzione e del consolidamento repubblicano, il Comitato si affermò come luogo di ricerca storica, ma anche come presidio civile e culturale.
Accanto allo studio delle fonti e alla pubblicazione di saggi e contributi scientifici, si sviluppò una costante attività di divulgazione: conferenze, convegni, incontri pubblici, collaborazioni con le scuole e con le istituzioni culturali del territorio.
Il Risorgimento veniva così proposto non come mito immobile, ma come processo complesso, attraversato da contraddizioni, conflitti e aspirazioni che ancora interrogano il presente.
Particolare attenzione fu rivolta al rapporto tra Risorgimento e Mezzogiorno, tema spesso oggetto di semplificazioni, letture vittimistiche o narrazioni ideologiche. Il Comitato cosentino, nel solco della migliore tradizione storiografica, ha lavorato per restituire complessità a quella stagione storica, affrontando senza preclusioni questioni delicate come il brigantaggio, le dinamiche sociali ed economiche preunitarie, il ruolo delle élite locali e delle masse popolari. Un approccio che ha consentito di contrastare, soprattutto negli ultimi decenni, la diffusione di interpretazioni distorte e di fake news, particolarmente pervasive nel dibattito pubblico contemporaneo.
Con l’ingresso nel XXI secolo, l’Istituto ha dovuto affrontare nuove difficoltà, non ultime quelle legate alla scarsità di risorse e a momenti di rallentamento delle attività. Tuttavia, proprio da queste crisi è maturata una rinnovata consapevolezza della propria missione.
Negli ultimi anni il Comitato di Cosenza ha intrapreso un percorso di rilancio, sotto la guida dell’attuale Presidente, il Professore Giuseppe Ferraro. Storico di formazione solida e di riconosciuta autorevolezza scientifica, Ferraro, tra i più giovani presidenti nella storia del Comitato, ha saputo coniugare rigore storiografico, capacità organizzativa e una forte sensibilità civile.
La sua Presidenza si è caratterizzata per un deciso rilancio delle attività, nonostante le difficoltà strutturali e la cronica scarsità di finanziamenti. Ferraro ha posto al centro dell’azione dell’Istituto il tema dell’uso pubblico della storia, interrogandosi sul rapporto tra memoria, identità e cittadinanza in un’epoca segnata da disinformazione, polarizzazioni e conflitti narrativi. In particolare, ha promosso una lettura del Risorgimento capace di dialogare con le grandi questioni del presente: il rapporto tra Nord e Sud, l’inclusione delle minoranze, la partecipazione democratica, il valore delle libertà conquistate.
Sotto la sua guida, il Comitato ha investito con decisione nella didattica della storia, nella public history e nella divulgazione scientificamente fondata, rivolgendosi soprattutto alle giovani generazioni. L’obiettivo dichiarato è stato quello di superare una trasmissione nozionistica del passato, per costruire invece percorsi di educazione alla cittadinanza consapevole. In questo quadro si inseriscono anche l’attenzione alle questioni di genere, alle minoranze etnolinguistiche – come la componente arbëreshë – e la valorizzazione delle storie “minori”, che arricchiscono e problematizzano la narrazione nazionale.
La Presidenza Ferraro ha inoltre rafforzato la rete dei corrispondenti territoriali e dei collaboratori scientifici, riconoscendo in essi una risorsa strategica per un’Istituzione che vuole restare radicata nel territorio e, allo stesso tempo, dialogare con il dibattito storiografico nazionale e internazionale.
A novant’anni dalla fondazione, la realtà associativa del Comitato provinciale di Cosenza si presenta non solo come una delle più longeve e significative del panorama nazionale, capace di attraversare stagioni storiche molto diverse mantenendo viva la propria funzione culturale e civile, ma
dimostra soprattutto quanto la conoscenza storica sia uno strumento indispensabile per affrontare le contraddizioni del nostro martoriato presente. In un mondo attraversato da guerre, crisi democratiche, disuguaglianze e manipolazioni della memoria, lo studio critico del passato non rappresenta un esercizio erudito, ma un atto civile. Conoscere la storia significa comprendere la genesi dei problemi contemporanei, smascherare le semplificazioni, difendere i valori della libertà e della convivenza.
Guardare al futuro senza conoscere il passato equivale a procedere senza bussola. È questa consapevolezza che, ieri come oggi, anima il lavoro dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Comitato di Cosenza: un laboratorio culturale che, dal cuore della Calabria, continua a interrogare la storia per costruire cittadinanza e speranza.

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