L’ottimismo e la determinazione del vice allenatore del Cosenza: “Il nostro compito è riconquistare la fiducia del pubblico”

Se non può essere definito una bandiera del Cosenza Calcio poco ci manca. Si, perché Roberto Occhiuzzi, attualmente allenatore in seconda dei lupi, vive e respira rossoblu da tanti anni. Nativo di Cetraro, inizia il suo percorso da calciatore nel settore giovanile del club silano, dove fa anche il suo esordio da professionista collezionando tre presenze in serie B nel 1999 a 20 anni, poi tanto girovagare tra i campi di C2 e serie D, prima di fermarsi a Rende per 4 stagioni molto positive. Nel 2007 il ritorno nel club dove tutto è cominciato. Il suo approdo in riva al Crati è entusiasmante, titolare fisso nella squadra allenata da Mimmo Toscano è uno dei protagonisti principali della doppia promozione dalla serie D alla C1. In questo biennio colleziona 61 presenze e 10 reti, oltre a numerosi assist dalla sua fascia di competenza, quella destra.
Da sempre grandissimo tifoso rossoblu ricorda con particolare emozioni gli anni in cui la maglia numero 7 era di sua proprietà, proprio qui trovò la sua consacrazione definitiva da calciatore e qui ha deciso di iniziare anche la sua carriera da allenatore. Ha guidato per due anni gli allievi del Cosenza con ottimi risultati, è infatti arrivato ad un passo dalle final eight nazionali, sconfitto solo per mano del Pavia che poi si è laureato campione d’Italia. Ma il Principe, questo il suo soprannome da calciatore, una soddisfazione insieme ai suoi ragazzi è riuscito a levarsela. Il Cosenza allievi infatti è stata l’unica squadra capace di battere il Pavia nella fase finale di quel campionato, finì 1-0 per i lupacchiotti nella gara d’andata giocata al “S.Vito Marulla“, peccato che poi il risultato venne ribaltato dagli avversari nel ritorno in terra lombarda.
Con l’esonero di Roselli e la chiamata in panchina di Stefano De Angelis è lui il prescelto per fare da vice al nuovo tecnico. Un’esperienza del tutto nuova che sta vivendo a pieno, la descrive così ai microfoni di Lupi si nasce: “Ci metto impegno e abnegazione, ed è lo stesso che cerco di trasmettere quotidianamente ai ragazzi, perché solo il lavoro costante svolto in settimana paga e porta i risultati“. La vittoria latita e la tifoseria ha alzato la voce: “Ho vissuto una contestazione anche da giocatore del Cosenza e come allora dico che le ramanzine dei tifosi sono produttive e soprattutto giuste, sono state esposte nel segno della civiltà. Chi ti critica è perché ha fiducia nei tuoi mezzi, questo ci hanno dimostrato a modo loro la scorsa settimana. Garantisco che la squadra ha recepito bene il messaggio ed ha assimilato ogni singola parola nel modo giusto, ne è uscita più carica“.

Il punto conquistato a Pagani è sintomatico di una leggera ripresa, ma è palese che la compagine rossoblu debba ancora faticare per uscire dal momento no: “Dispiace non aver vinto contro la Paganese perché avevamo preparato la partita alla perfezione. Siamo scesi in campo volutamente più prudenti del solito per ridurre al minimo la possibilità di errori e il campo ci ha dato ragione perché Perina è stato inoperoso per 90 minuti, abbiamo pagato l’unica distrazione difensiva“.
Fa poi una promessa: “Vedrete che i risultati arriveranno e con essi la fiducia nei nostri mezzi. Col passare delle partite tornerete ad ammirare il furore agonistico intravisto qualche settimana fa, dobbiamo recuperare posizioni e raggiunto quell’obiettivo ci faremo trovare pronti per giocarci alla grande i playoff“. In chiusura una battuta scherzosa: “Se fossi ancora un calciatore del Cosenza direi ad uno tra Statella e Cavallaro di lasciarmi il posto, poi andrei da Criaco e mi farei consegnare la sua maglia perché la numero 7 è roba mia“.
Per approfondimenti consulta la pagina Facebook Lupi si nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.
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