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Roberto Ranieri, regista per vocazione

Andrea Pirlo il suo punto di riferimento. Dopo tre assist, il giovane centrocampista rossoblu è alla caccia del suo primo gol con la maglia del Cosenza

Il selfie con la redazione di Lupi si nasce
Il selfie con la redazione di Lupi si nasce

Quando la carta d’identità inganna. Roberto Ranieri giostra in campo con la maturità di chi ha già esperienza da vendere. 20 anni ancora da compiere, sulle spalle tutto il peso del centrocampo del Cosenza, senza subire alcuna pressione apparente. Questo è il suo primo campionato professionistico dopo la lunga trafila nel settore giovanile dell’Atalanta. Lì è stato forgiato a dovere, quello della società orobica è uno scouting attento e organizzato, un fiore all’occhiello della categoria. Ragazzo serio e tutto d’un pezzo, mai una parola fuori posto anche se in campo sa farsi valere e soprattutto sa farsi trovare sempre al punto giusto. Col passare delle giornate è diventato un tassello importante, il punto di riferimento del gioco del Cosenza, dai suoi piedi passano quasi tutte le azioni di marca rossoblu.

De Angelis a lui non vuole rinunciare, se non in situazioni disperate di punteggio, quando c’è da sacrificare qualcuno in fase di impostazione per gettarsi in avanti nel tentativo di rimettere in piedi la partita. E’ successo proprio sabato scorso a Vibo ed è andata bene, ma fino a quel momento il giovane Ranieri non aveva affatto demeritato, anzi. Il temibile Carlo Aprile, nelle sue pagelle, lo premia con una sufficienza e lui si dice d’accordo con la valutazione.  Per la terza stagione consecutiva il baricentro della squadra silana è in mano ad un ragazzino di belle speranze, era già successo con Fornito prima e Fiordilino poi.

Si è allontanato per la prima volta dalla sua terra e dai suoi affetti ma l’ambientamento a Cosenza procede nel verso giusto, è lui stesso a confessarlo nella puntata del martedì di Lupi si nasce: “Qui mi trovo molto bene, è una realtà tranquilla che ti permette di uscire e di girare liberamente senza essere disturbato“. Il suo carattere gli ha consentito di attutire l’impatto con un campionato impegnativo come quello della Lega Pro: “La differenza tra il torneo primavera e quello professionistico l’ho notata dal primo momento. Qui i contrasti sono più duri, i ritmi di gioco più elevati, oltretutto ho a che fare col girone più tosto, quello meridionale“.

Ranieri in azione contro il Catanzaro (photo IlCosenza.it)
Ranieri in azione contro il Catanzaro (photo IlCosenza.it)

Nel suo intimo avrà sicuramente qualche rimpianto per essere andato via da Bergamo proprio quando è avvenuta l’esplosione di tanti talenti provenienti dalla cantera nerazzurra: “Conosco bene gente come Caldara e Gagliardini che ora stanno trovando la loro consacrazione. Gasperini è un tecnico che sa come valorizzare i giovani a sua disposizione“. E’ ben conscio dei limiti attuali della squadra rossoblu: “Nella partita contro la Vibonese abbiamo sbagliato totalmente l’approccio, nel primo tempo eravamo troppo bassi. Meglio nella ripresa quando li abbiamo messi in difficoltà più volte. Dovremo migliorarci in questo a partire dal derby contro la Reggina“.

Ha sfiorato il gol nell’ultima gara casalinga cogliendo una clamorosa traversa dalla grande distanza: “Un vero peccato, ero già pronto per esultare. Da ragazzino mi capitava spesso di provare la bordata da fuori area e qualche volta è andata bene“. A fine trasmissione, a telecamere spente, ci svela anche una piccola curiosità a riguardo: “Al contrario del passato ora prediligo il passaggio in orizzontale e mio padre, conoscendo le mie doti, si arrabbia con me“.

Per approfondimenti consulta la pagina Facebook Lupi si nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.

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