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La chiesa di San Marco è uno dei massimi esempi di architettura religiosa bizantina in Calabria

Rossano, da capitale bizantina a nuova roccaforte padana

Rossano 6 giugno 2016 è il day after. Sono da poco terminate le operazioni di voto relative all’elezione del nuovo sindaco della cittadina jonica-cosentina. Una competizione che ha visto contrapposti Acri, il sindaco uscente Antoniotti, Caputo, Caracciolo, Mascaro, Rapani, Stasi … in panchina Perin, Ranocchia, Candreva, Giovinco…

Una squadra di candidati che si sono sfidati fino all’ultimo sangue e da cui è uscito fuori un solo vincitore. La caratteristica di questa kermesse elettorale è che si è voluto dare spazio al rinnovamento: cosicché contrapposto al sindaco uscente Antoniotti si sono avvicendati delle new-entry della politica rossanese. La prima è Caputo personaggio che ha passato all’incirca la metà dei suoi anni a ricoprire l’incarico di Sindaco o di vice-sindaco assicurandosi di non tralasciare i familiari perché si sa che governare Rossano è come avere un’impresa a gestione familiare.

La chiesa di San Marco è uno dei massimi esempi di architettura religiosa bizantina in Calabria
La chiesa di San Marco è uno dei massimi esempi di architettura religiosa bizantina in Calabria

L’altra new-entry è Tonino Caracciolo: ricordo ancora che quando io non ero ancora quel pezzo di uomo che sono ora ma ero ancora allo stato spermatozoico ben custodito dall’apparato riproduttore di mio padre, Tonino Caracciolo era già sindaco o lo sarebbe diventato da lì a poco. Me lo ricordo come una persona di una certa età con i capelli bianchi …. Non lo vedo da trent’anni ma pare che abbia trovato la forza di candidarsi, facendo come punto forte del suo programma le politiche giovanili.

La vera novità e vi giuro che non racconto fesserie è che a Rossano è nata la lista Insieme con Salvini, che è un po’ come se ai tempi dell’Apartheid in Sudafrica si fosse presentato alle elezioni un partito con il nome “Potere Nero” oppure nella Germania hitleriana avesse voluto vincere le elezioni il partito “Forza Ebrei e gay”. Oppure come se uno volesse fare una passeggiata su Corso Mazzini a Cosenza con la sciarpa del Catanzaro.

Me li vedo i candidati della lista a cantare “la bela lavalfosso, ravanel remulas, barbabietole e spinas daghelalt terun daghelalt terun” ad adorare l’ampolla con le acque del torrente Citrea tutti vestiti di verde. Tutti padani doc: la candidata numero 23 della lista si chiama Achiropita che si sa essere il nome più diffuso in Lombardia dopo Maria e Francesca, poi scorro la lista e mi aspetto di trovare che ne so un Brambilla, un Bonetti, un Fumagalli, un Moratti… l’unico cognome in qualche modo legato alla milanesità è di un candidato che mi dicono essere lontano parente di Gattuso.

Rugna, Diacono, Attadia cognomi che nel Triveneto padano sono più diffusi di Marcon, Lorenzin, Rossi ecc. Scorro ancora e mi blocco sul cognome Botta e capite bene che già con questo cognome potrei scrivere pagine intere di battute…

Madonnina del Duomo di Milano
Madonnina del Duomo di Milano

Accattivante lo slogan su Facebook “C’è chi dice io, noi diciamo noi”… penso che una frase del genere neanche Vasco Rossi avrebbe potuta concepirla. Leggo sul loro programma che sono stanchi della MALAPOLITICA costruita sul voto di scambio e sull’assistenzialismo: finalmente concetti nuovi… gli altri partiti nel loro programma invece appoggiano la malapolitica… ovvio! E mi stropiccio gli occhi quando leggo: rendendo il prodotto “Comune di Corigliano-Rossano” appetibile dal punto di vista turistico e imprenditoriale per le imprese che vogliono investire sul nostro territorio… “secessione secessione.. secessione” e poi facciamo l’unione con Corigliano… è come se Berlusconi dichiarasse che non gli piacciono più le donne… non regge.

Ci tengo a precisare che io quest’anno non eserciterò il mio diritto di voto nonostante in famiglia ci sia un candidato, ovviamente non a sindaco, …d’altronde conoscendomi mio zio se ne sarà fatto una ragione e non perché lui non sia una persona valida… anzi… ma perché ho sempre pensato che più di due tentativi non vanno fatti… lui è alla terza candidatura… quindi rimango coerente al mio pensiero.

In secondo luogo mi rattrista vedere una città come la nostra senza più un Tribunale, con un ospedale ridotto ai minimi termini, una stazione ferroviaria che prima era anche luogo di aggregazione mentre oggi ti va di lusso se non ti becchi un’infezione se non puoi fare a meno di entrarci….

Una città che ha avuto il triste primato di avere un vice sindaco dimissionario padre, e nuovo vice sindaco il figlio… Una città che era conosciuta come la piccola Ravenna del Sud per il suo patrimonio artistico bizantino e che ora qualcuno vuole trasformare in una scimmiottatura di un modello politico e sociale di una realtà che non ci appartiene… una cittadina di cui amavi il traffico nelle ore mattutine mentre ora vedi solo poche persone camminare stancamente a piedi e parcheggi liberi e non perché è migliorata la viabilità… se ne sono scappate le persone.

Penso a quelle cantine rintanate che si riempivano da persone di una certa età che dopo una giornata di lavoro nei campi si ritrovavano per contendersi u scianacchell e vino a patrun e sutt e che ora qualcuno vorrebbe trasformare in enoteche per fare di Rossano una città da bere…

Immagino che la lista Salvini vinca e come in un incubo mia nonna intenta a preparare polenta invece della fessurata di alici scattiat e fritt…

“O mia bela Madunina che te brillet de lontan tuta d’ora e piscinina, ti te dominet Milan sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in man canten tucc “lontan de Napoli se moeur” ma po’ i vegnen chi a Milan”.

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