Al via le promozioni di fine stagione con un giro d’affari stimato fino a 65 milioni di euro. Confcommercio traccia la mappa regionale dei consumi: la provincia bruzia guiderà le vendite concentrando il 36% del budget complessivo.
Con l’avvio dei saldi estivi 2026, anche in Calabria si apre uno dei periodi più attesi dal commercio e dai consumatori. Secondo le elaborazioni del Centro Studi SDI Confcommercio, nella regione saranno oltre 300 mila le famiglie che effettueranno acquisti durante il periodo dei saldi (circa il 40% del totale delle famiglie), generando un volume di spesa stimato tra i 58 e i 65 milioni di euro.
La spesa media prevista si attesterà intorno ai 195 euro per famiglia e agli 88 euro per persona, valori che confermano la volontà dei consumatori di cogliere le opportunità offerte dalle promozioni di fine stagione, pur mantenendo un’attenzione crescente alla qualità e alla convenienza.
Più di due acquisti su tre saranno effettuati nei negozi fisici, a testimonianza del ruolo centrale del commercio di prossimità e delle attività presenti nei centri urbani e nelle località turistiche. L’abbigliamento e le calzature si confermano i comparti trainanti, rappresentando oltre la metà della spesa complessiva, seguiti dagli accessori, dagli articoli sportivi e dai prodotti legati al tempo libero e alla stagione estiva.
«I saldi rappresentano un momento importante sia per le famiglie sia per le imprese del commercio – dichiara il Direttore di Confcommercio Calabria, Maria Santagada –. In una fase caratterizzata da una particolare attenzione ai consumi, i cittadini ricercano convenienza, qualità e affidabilità, elementi che il commercio di vicinato continua a garantire attraverso professionalità, assistenza e rapporto diretto con il cliente.»
Secondo le stime elaborate da Confcommercio Calabria, la provincia di Cosenza concentrerà circa il 36% della spesa regionale, seguita da Reggio Calabria con il 28%, Catanzaro con il 18%, Crotone con il 10% e Vibo Valentia con l’8%.
Le località turistiche della regione potrebbero inoltre registrare incrementi delle vendite compresi tra il 10% e il 20% rispetto ai periodi ordinari, grazie all’aumento delle presenze durante la stagione estiva e all’apporto dei flussi turistici.
«Scegliere i negozi del territorio significa sostenere l’occupazione, mantenere vivi i centri cittadini e contribuire alla crescita delle economie locali – conclude Santagada –. I saldi rappresentano un’opportunità importante per le imprese commerciali e un’occasione per cittadini e turisti di valorizzare il tessuto economico del territorio, premiando il lavoro e la professionalità delle attività presenti nelle nostre città e nei nostri borghi.»
LE STIME DEI SALDI ESTIVI 2026 IN CALABRIA
- Valore complessivo delle vendite: 58-65 milioni di euro.
- Oltre 300 mila famiglie coinvolte.
- Spesa media per famiglia: circa 195 euro.
- Spesa media per persona: circa 88 euro.
- Oltre il 65% degli acquisti sarà effettuato nei negozi fisici.
- Abbigliamento e calzature rappresentano oltre il 50% della spesa complessiva.
- Le aree turistiche potrebbero registrare incrementi delle vendite tra il 10% e il 20%.
PER IL CORRETTO ACQUISTO DEGLI ARTICOLI IN SALDO, CONFCOMMERCIO RICORDA ALCUNI PRINCIPI DI BASE:
1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. A differenza degli acquisti nei negozi fisici, in quelli online è possibile restituire il prodotto o effettuare cambi entro 14 giorni dal ricevimento a prescindere dall’esistenza di un vizio.
2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.
4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
5. Indicazione del prezzo: obbligo di indicare il prezzo normale di vendita (tenendo conto anche della Direttiva Omnibus, recepita dal D.lgs 26/2023, in base alla quale va comunicato il prezzo più basso applicato alle generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi), lo sconto e il prezzo finale.

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