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San Demetrio Corone, il panificio sforna droga

Si nascondevano tra rosette e filoncini di pane, nel forno più antico ma anche più “alternativo” di San Demetrio Corone, paese arbresh in provincia di Cosenza, le indigeste pagnotte di marijuana pronte per essere smistate ad una clientela “ad hoc”.

San Demetrio Corone
San Demetrio Corone

E’ quanto emerge, nell’ambito dell’operazione definita “Antico Forno”, dalle indagini, iniziate circa un anno fa e condotte dai carabinieri di San Demetrio Corone e di Corigliano Calabro, coordinati da Eugenio Facciolla, capo della Procura di Castrovillari e del pm Simona Manera, sotto la guida del capitano Cesare Calscibetta.

Prima di entrare nel mirino dei carabinieri il forno, situato di fronte al municipio del paese del cosentino, era stato rilevato da una coppia di coniugi con l’intento di dare lavoro al figlio 41enne, responsabile di averlo trasformato in una sede di confezionamento di droga al fine dello spaccio.

Un vero e proprio lavoro parallelo che prevedeva, oltre al confezionamento della marijuana, anche la custodia della droga, occultata nelle parti più nascoste del forno e che ha portato, stamattina, all’adozione di una serie di provvedimenti quali quello della custodia cautelare in carcere di Pasqualino Rotondaro, che era stato già trovato in possesso di circa 1,5 kg di droga lo scorso gennaio, Mona Kadrhi, di origine albanese, Giuseppe Lavorato, Walter Baffa e Demetrio Gabriele.

Domiciliari richiesti dal procuratore Manera e ottenuti dal gip Carmen Ciarcia, invece, per Fiore Abbruzzese, titolare del forno e Francesco Straface. Dopo il blitz e il sequestro del forno, è scattato anche controllo dei NAS al fine di verificare le eventuali violazioni delle norme igienico sanitarie.

Da alcune intercettazioni effettuate, inoltre, sarebbe affiorata la volontà della banda di punire alcuni carabinieri, colpevoli di aver compiuto negli scorsi mesi una serie di arresti che avevano condotto al sequestro di 1,4 kg di droga.

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