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Sanità in Calabria, Orlandino Greco: «Bando per medici esteri scelta giusta e necessaria»

La carenza di personale sanitario è una delle criticità più gravi e strutturali che la Calabria si porta dietro da troppo tempo. Non è un problema nato oggi, né può essere affrontato con soluzioni semplici o slogan. È una realtà che ha inciso profondamente sulla qualità dei servizi, sulla tenuta degli ospedali e, soprattutto, sulla vita quotidiana dei cittadini, in particolare nelle aree più fragili del territorio.

In questo contesto va letto il nuovo bando per il reclutamento di medici specialisti dell’Unione europea e dei Paesi extra-UE, promosso dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, in qualità di commissario ad acta per la sanità. Un provvedimento che rappresenta un ulteriore passo nella direzione intrapresa negli ultimi anni per fronteggiare una carenza di personale ormai cronica e garantire continuità assistenziale.

La pubblicazione del bando, accompagnata da incentivi economici per i professionisti che scelgono di lavorare in Calabria, non è una scelta casuale né estemporanea. È il riconoscimento di una verità evidente: i concorsi tradizionali, da soli, non bastano più. Troppi bandi vanno deserti, troppi reparti rischiano di restare scoperti, troppe comunità si sono sentite abbandonate.

Aprire il sistema sanitario calabrese a medici europei ed extra-europei significa mettere al centro il diritto alla salute, superando rigidità che negli anni hanno prodotto solo immobilismo. È una scelta di responsabilità, che segue l’esperienza già avviata con l’arrivo di medici dall’estero e che ha consentito di mantenere operativi servizi essenziali in molti presidi ospedalieri.

Questa misura non va letta come un’alternativa agli investimenti strutturali, ma come una risposta necessaria nell’immediato, per evitare che le carenze di organico continuino a tradursi in disagi per i cittadini e in un sovraccarico insostenibile per il personale già in servizio. La priorità, oggi, è garantire cure, presidi aperti e assistenza continua.

Allo stesso tempo, resta fondamentale lavorare su una visione di lungo periodo: rendere la Calabria più attrattiva per i giovani medici, migliorare le condizioni di lavoro, rafforzare la programmazione e la formazione. Ma mentre questo percorso va avanti, non ci si può permettere di restare fermi.

Inoltre, questa manifestazione d’interesse può e deve rappresentare un’opportunità anche per i tanti medici calabresi che oggi lavorano nel mondo. Figli di una Calabria che merita di più, professionisti che hanno raggiunto livelli di eccellenza nei migliori ospedali d’America, del Canada e di tanti altri Paesi. Le competenze calabresi sono riconosciute e apprezzate a livello internazionale, e questo è motivo di orgoglio per tutta la nostra comunità.

A loro, a queste donne e a questi uomini che hanno portato il nome della Calabria ai vertici della medicina mondiale, va rivolto un appello sincero: dare una mano, contribuire, anche solo in parte, a rafforzare il sistema sanitario della propria terra. Allo stesso tempo, noi faremo la nostra parte, lavorando per costruire un rapporto più stretto e strutturato con le associazioni dei calabresi nel mondo, valorizzando competenze, esperienze e legami che possono diventare una risorsa concreta per la nostra sanità.

Per questo ritengo che il bando per il reclutamento di medici UE ed extra-UE rappresenti una scelta giusta, che va sostenuta senza pregiudizi e senza strumentalizzazioni. Quando si parla di sanità, il metro di giudizio deve essere uno solo: la tutela dei cittadini e il funzionamento dei servizi pubblici.

La Calabria ha bisogno di soluzioni concrete, non di polemiche. Ha bisogno di una sanità che risponda ai bisogni reali delle persone. In questa direzione, il provvedimento adottato va sostenuto e accompagnato con senso di responsabilità, perché la salute non può aspettare.

Orlandino Greco
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